«Con ansiosa avidità interrogai il mio prigioniero per sapere come quell'anello fosse venuto nelle sue mani, ma egli si chiuse in un ostinato silenzio. Ora toccava a me supplicarlo; e alfine, la promessa che, terminato il suo racconto, l'avrei lasciato partire immune dalla «fustigazione della giustizia»[6] gli strappò il segreto che per me aveva un'importanza vitale. Ti riferirò in poche parole la sua intralciata e scucita narrazione.
«Quell'uomo era Stefano Grant, il figlio del mio vecchio amico Ben. Egli aveva udito dalla bocca di suo padre la dolorosa storia della tua mamma, e la circostanza d'un violento alterco tra il marinaro e quella megera di sua moglie quando egli le aveva portato in casa la giovane straniera, era servita ad imprimerla bene nella memoria del ragazzaccio.
«A quanto rilevai da ciò che Stefano mi disse, pare che la mia prolungata assenza e la mancanza di notizie mentre io giacevo malato, fossero interpretate dal fedele ma troppo diffidente amico e consigliere della mia sposa, come un volontario e crudele abbandono. La povera figliuola, per la quale la mia vita passata era un mistero, e rimanevano quindi inesplicabili molti particolari del mio carattere e della mia condotta, cominciò a sentirsi persuasa che i timori e i sospetti del buon vecchio non erano infondati. Ella s'era rivolta al mio principale, a fine d'ottenere qualche informazione; ma egli, che mi sapeva esposto all'epidemia e mi credeva oramai nel numero dei morti, non volendo desolarla le aveva dato risposte così oscure ed ambigue, da mutare quasi in certezza le sue vaghe apprensioni. Tuttavia si ricusò fermamente di lasciare la nostra casa, e attaccandosi a un'ultima speranza stette ad aspettarvi il mio ritorno finchè il morbo non principiò a menare strage nel vicinato. Il suo piccolo gruzzolo era già finito, le forze sì morali che fisiche le venivano meno, e Ben, sempre più sicuro che l'ingenua Lucia era stata tradita e abbandonata, potè finalmente indurla a vendere la sua mobilia, e grazie alla somma così raccolta fuggire dal paese infetto prima che fosse troppo tardi. Ella partì per Boston con un bastimento su cui il suo umile protettore s'era imbarcato in qualità di marinaro; e, giunti in porto, egli la condusse nella sola casa che poteva offrirle: la sua.
«Là si compì il fato della tua sventurata madre con la sua morte nel fior degli anni, e tu, bambinetta, restasti sola alla mercè della femmina crudele che unicamente la coscienza d'un crimine commesso e la tema di essere scoperta, rattenne dal cacciarti fin da allora fuor del misero asilo trovato sotto il suo tetto. Questo crimine consisteva in un vilissimo furto perpetrato da lei e dal già infame suo figlio in danno dell'innocente e infelice Lucia che la sua debolezza rendeva oramai una facile preda per la loro rapacità.
«I frutti del ladrocinio non furono però mai goduti da Annetta Grant, il cui promettente rampollo tanto la superava in duplicità ed astuzia, che fattosi consegnare i gioielli col pretesto di venderli bene, si tenne per sè ciò che gli parve opportuno, e s'appropriò il denaro ricavato dal resto.
«L'anello antico ora tornato in mio possesso, la preziosissima reliquia di una luttuosa tragedia, avrebbe seguìto la sorte degli altri oggetti rubati se non fosse parso al ladro di poco valore. Ma esso salvò, temporariamente almeno, lo sciagurato Stefano dal castigo dei felloni che certo aspetta quel peccatore impenitente; e quanto a me.... ah, quanto a me rimane dubbio ancora se il segreto di cui fu la chiave consolerà la vita che m'avanza o farà pesare sovr'essa una più grave maledizione!
«Quantunque le informazioni così ottenute suscitassero in me l'eccitante idea che la mia figliuola vivesse ancora e potesse alfine essermi resa, io non osavo abbandonarmi a quest'ardita speranza, perchè nulla m'assicurava che non fosse destinata a perire in germe, che il perduto tesoro di cui avevo miracolosamente scoperto le tracce non dovesse di nuovo sfuggire alle mie ansiose ricerche. A tutte le domande concernenti te, mia Gertrude, Stefano, il quale non aveva più ragione alcuna di nascondermi la verità, rispose che non era in grado di comunicarmi particolari posteriori al tempo in cui eri andata a stare con Trueman Flint. Egli sapeva che il lampionaio t'aveva ricoverata la notte che Annetta ti cacciò in istrada, e un caso gli apprese, di lì ad alcuni mesi, la tua permanenza in quel luogo di rifugio, essendo stato il vecchio (per dire come disse lui) tanto solennemente imbecille da recarsi di spontanea volontà a risarcire sua madre del danno da te fatto in uno sfogo d'infantile vendetta alla vetrata d'una sua finestra.
«Di più non giunsi a rilevare, ma era uno stimolo sufficiente perchè io m'adoprassi con tutte le mie energie a ritrovar la mia creatura. Pieno il cuore di quest'unico desiderio, m'affrettai a partire per Boston. Non durai fatica a rintracciare le notizie del tuo benefattore, e quantunque fosse morto da anni, non poche persone, degne di fede, m'attestarono le sue grandi virtù, che ben erano conosciute. Nè la sua figliuola adottiva era dimenticata nel quartiere dove aveva passato l'infanzia. Più d'una voce rispose alle mie inchieste con accento di gratitudine, enumerando le ragioni di ricordare la fanciulla che essendo venuta in prospere condizioni dopo aver provato la povertà, s'era fatta un dovere e un piacere di soccorrere nei loro bisogni i suoi vicini d'un tempo, le cui sofferenze le erano note per avervi partecipato.
«Ma, ahimè, alla somma delle mie tristi vicissitudini, una ancora doveva aggiungerne l'inesorabile destino.... Nel momento ch'io m'accertavo che mia figlia viveva ed era al sicuro, nel momento che il mio cuore paterno esultava al suono delle lodi da cui sentivo accompagnare il suo nome, mi colpirono come un fulmine queste parole tremende: «Ella è ora la figliuola adottiva della dolce Emilia Graham, della buona signorina cieca!»
«O strana coincidenza! O giusto guiderdone. Mentre mi credevo sul punto di vedere la cara mia speranza divenire una felice realtà, la mano ferrea di quel destino che non voleva lasciarsi sfuggire la sua vittima, mi afferrava un'altra volta, e mi schiacciava.... La mia creatura, la mia unica figliuola, stretta da vincoli di gratitudine e d'affetto, fin dai suoi teneri anni, a colei nel cui volto non oserei fissare lo sguardo, se fosse conscia della mia presenza, per tema di leggervi una condanna che mi fiaccherebbe l'anima per sempre!