«Le terre e i mari che ci dividevano finora, mia Gertrude così lungamente perduta per me, sembravano alla mia immaginazione torturata un ostacolo meno insormontabile del fatto che la sola creatura umana nel cui amore ancora speravo, era stata educata in una famiglia dove io ero odiato, dove il solo mio nome destava un senso d'orrore!
«Straziato dal pensiero tormentoso che tutte le mie preghiere, tutte le mie spiegazioni sarebbero state impotenti a cancellare quella prima impressione, che le mie cure, la mia tenerezza, per quanto grandi non avrebbero ottenuto altro che un freddo e formale riconoscimento dei miei diritti, o, peggio ancora, un'ipocrita larva d'amor filiale, quasi risolsi di lasciar ignorare a mia figlia da chi fosse nata, di rinunziare a veder mai il suo viso piuttosto che imporle la terribile necessità di scegliere tra l'adorata amica e un padre da cui l'animo suo rifuggiva con raccapriccio e terrore come da un reo di neri delitti.
«Dopo aver molto combattuto con sentimenti contrari, in fiera lotta tra loro, deliberai di tentare una prova: conoscere la mia Gertrude, ma guardandomi bene dallo scoprirle chi io fossi. Mi confidavo, e lo confermarono i fatti, che i mutamenti enormi operati dal tempo nel mio aspetto, mi permetterebbero di nascondere l'esser mio alle persone con cui non avevo avuto una lunga dimestichezza; e però m'avvicinai alla casa del signor Graham, senza paura di tradirmi. La trovai chiusa, e, a quanto pareva, deserta.
«Mi diressi allora verso il troppo noto banco. Là un commesso, non bene informato, mi disse che tutta la famiglia del suo principale, te compresa, aveva passato l'inverno a Parigi, e che allora si trovava in Germania, a Baden-Baden. Io, senza indugio, presi il piroscafo per Liverpool, e da Liverpool proseguii speditamente alla volta dell'elegante cittadina tedesca, una giterella per me, avvezzo a ben altri viaggi.
«Senza avventurarmi sotto gli occhi del mio patrigno, colsi un'occasione di farmi presentare alla sua nuova moglie, e presto seppi dalla loquace signora che Emilia e tu eravate rimaste a Boston, e che in quei giorni vi ospitava il dottor Jeremy.
«Io presi immediatamente la via del ritorno, e durante la traversata feci la conoscenza del dottor Gryseworth e di sua figlia: conoscenza che fu per me preziosa avendomi agevolato il modo d'avvicinarmi a te.
«Arrivato a Boston, corsi alla casa del dottore. Come già quella del signor Graham, la trovai abbandonata dai suoi inquilini e in apparenza chiusa per la stagione. Per fortuna potei interrogare un uomo occupato a riparar lo scalino della soglia. Egli mi rispose che la famiglia era assente, ma non sapeva dirmi dove fosse andata; soggiunse però che c'erano le persone di servizio, le quali m'avrebbero informato. Arditamente io tirai il campanello. Venne ad aprire la signora Ellis: la donna che venti anni addietro aveva crudelmente, spietatamente, fatto risonare al mio orecchio le parole con cui m'annunziava la morte della mia ultima speranza sulla terra. Vidi alla prima occhiata che il mio «incognito» era sicuro, giacchè ella incontrò il mio sguardo acuto e penetrante senza tremare, nè retrocedere o fuggire, come certo avrebbe fatto alla vista dello spettro di Filippo Amory.
«Ella rispose alle mie domande con altrettanta freddezza e compostezza che a quelle di forse una mezza dozzina di delusi clienti del dottore: egli era partito per Nuova York la mattina stessa, e non sarebbe ritornato che fra due o tre settimane.
«Nulla poteva meglio favorire il mio disegno. Io t'avrei raggiunta, avrei fatto conoscenza con te, a poco a poco, quale compagno di viaggio.
«Tu sai come riuscii nel mio intento. Ora seguendovi, ora precedendovi, mi mantenni sempre vicino a voi. Per conferire in qualche modo al tuo benessere e a quello d'Emilia, per conoscere il vostro itinerario, prevenire i vostri desiderî, accaparrarvi le camere migliori e assicurarvi le premure della servitù, non risparmiai nè pene nè spese.