«Della libertà con cui potei accostarti, e penetrare qualche volta nel vostro circolo, sono, ahimè, in gran parte debitore alla cecità della tua protettrice; perchè non posso dubitare che altrimenti nè il tempo, nè i mutamenti da esso prodotti, le avrebbero impedito di riconoscermi. Perciò soltanto all'ultimo atto di questo dramma, quando ci trovammo a faccia a faccia con la morte, e la dissimulazione divenne impossibile, osai fare udire un momento ad Emilia la mia voce.

«Nessuno le cui facoltà mentali non siano talora state acuite e vivificate da qualche ragione così forte, può comprendere quanto intensamente io osservassi ogni tua azione, pesassi ogni tua parola, cercassi di leggerti in viso ogni pensiero: e chi giungerà a misurare l'angoscia del tenero padre che di giorno in giorno imparava ad amare di più ardente e più profondo affetto la sua creatura, eppure non ardiva stringerla al suo seno?

«Specie quando ti vidi oppressa da un grave ed intimo dolore, soffersi struggendomi di proclamare il mio diritto alla tua confidenza, e più d'una volta mi sarei tradito, se non m'avesse frenato il timore che m'incuteva la dolce Emilia... dolce con tutti fuorchè meco! Io non sopportavo l'idea che la mia confessione trasformasse per te l'amico fidato in un padre aborrito! Mi rassegnai a vegliare sulla mia figliuola celatamente, a tenermi distante da lei come un estraneo, piuttosto che apparirle quale il temuto tiranno che poteva strapparla dalla casa donde egli stesso era stato cacciato, ai cuori caldi d'amore per lei, ma per lui di sasso e di ghiaccio.

«Così serbai il silenzio; ed a volte, presente ai tuoi occhi, ma ancor più spesso nascosto, m'aggirai sul tuo cammino fino al giorno funesto, indimenticabile, in cui obliando tutto fuorchè la salvezza tua e di Emilia, il mio cuore parlò, tradì il suo segreto.

«E adesso tu sai tutto: le mie follie, le mie sventure, i miei dolori, i miei peccati!

«Puoi tu amarmi, Gertrude? Questo solo ti chiedo. Io non pretendo di toglierti alla famiglia ch'è divenuta la tua, non voglio privare la povera Emilia d'una figliuola che ella forse ha cara quanto io stesso. L'unico balsamo che cerca la mia anima straziata, è la semplice e sincera promessa che tu ti proverai almeno a voler bene al tuo babbo.

«Io non ho alcuna speranza in questo mondo, nè, ahimè, nell'altro, fuorchè te sola. Se tu sentissi come batte il mio cuore contro le sbarre della sua prigione, comprenderesti che ove non trovi un po' di calma, si spezzerà bentosto.... Vuoi calmarlo tu con la tua pietà, mia dolce creatura adorata? Vuoi consolarlo col tuo amore? Se sì, vieni, stringimi fra le tue braccia, mormora al mio orecchio parole di pace! In vista della tua finestra, nel vecchio padiglione rustico all'estremità del giardino, aspetto, palpitando, di udire il suono dei tuoi passi....»

XLVIII.

Le appare una celeste visione: in un fulgore

D'aurora a lei ritorna il suo perduto amore;