Come l'uscio si chiudeva dietro alla fanciulla, Emilia disgiunse le mani, le tese nella vuota oscurità che la circondava, e mormorò:
— Filippo! —
Egli afferrò entrambe quelle mani che lo cercavano, le strinse tra le proprie, cadendo in ginocchio mentre ella s'abbandonava mezzo svenuta sul sofà; allora, tenendole sempre strette, chinò sopra esse la testa, nel suo grembo, dove ella ora le posava, e con la faccia nascosta tra le dita affusolate, mormorò egli pure:
— Emilia!
— La tomba ha reso l'estinto alla vita! — esclamò la cieca. — Dio, ti ringrazio! —
E sciolte le mani dalla stretta convulsiva di Filippo, gli gettò le braccia al collo, poggiò il capo sul suo petto, bisbigliando con voce soffocata dalla commozione:
— Filippo! Caro Filippo! Sogno, o siete ritornato davvero? —
Le regole convenzionali, le costrizioni imposte, che tanto spesso reprimono lo sfogo dei sentimenti umani, non esistevano per quella schietta figlia della natura ch'era Emilia Graham. Ella e Filippo Amory s'erano amati nella loro fanciullezza; erano stati divisi quasi fanciulli ancora; e tali ritornavano ritrovandosi. Durante il lungo volgere d'anni da che rimaneva esclusa dal mondo esterno, ella era vissuta in mezzo alle care memorie del passato, salva dai contagi mondani, conservando tutta l'ingenua semplicità virginale, tutta la freschezza della sua primavera; e Filippo, che non aveva contratto altri vincoli se non forzato dalle circostanze, si sentiva rifluire nelle vene la sua prima gioventù, mentre Emilia con la destra sul suo capo benediceva Dio d'averle concesso la gioia di riabbracciarlo.
Ella non poteva vedere come il tempo avesse inargentato i suoi capelli, e velato della sua ombra il volto ch'ella amava; ma ritornasse egli nella forma del focoso giovanetto dagli occhi sfolgoranti, in cui era apparso per l'ultima volta al suo sguardo, o dell'uomo maturo dalla chioma precocemente incanutita che rendeva difficile ai curiosi determinare la sua età, o dell'anima assunta alla gloria degli angeli in cui lo sognava nei suoi sogni del Paradiso, era lo stesso per colei il cui mondo era un mondo di spiriti.
E a lui, nel mirare quel viso del quale tanto aveva temuto l'espressione, e che invece splendeva d'una santa luce d'amore e di pietà, sembrava che la testa della vergine cieca fosse cinta di un'aureola celeste.