Ella sussultò, si volse, e vide colui ch'era l'oggetto de' suoi pensieri, fissarla con occhi miti e tristi, cercando di leggerle nel cuore; ma senza rispondere alla sua interrogazione, si nascose la faccia tra le palme.

Egli si gettò in ginocchio dinanzi alla giovanetta e come quando s'erano incontrati la prima volta nella loro fanciullezza, dolcemente le sollevò la testa china, le scostò le mani dal viso, e la costrinse a guardarlo, dicendole con accento supplichevole:

— Ditemi, Gertrude, ditemi, per pietà, che mi esclude dal vostro affetto? —

Ma ancora ella non trovò altra risposta che le lacrime che le scorrevano giù per le gote.

— Voi mi fate soffrire crudelmente, — egli continuò con veemenza. — Che cosa ho fatto, io, perchè m'abbiate tolto così la vostra amicizia? Perchè mi guardate con tale freddezza.... e perfino rifuggite da me? — egli soggiunse, poichè Gertrude, non potendo sostenere il suo sguardo fermo e indagatore, volgeva gli occhi altrove e cercava di liberare le mani dalla sua stretta.

— Io non sono fredda.... non ho mai inteso d'esser fredda verso di voi, — ella mormorò con voce mezzo soffocata dalla commozione.

— Oh, Gertrude, — egli riprese staccandosi da lei — vedo che avete totalmente cessato d'amarmi! Io tremai al primo vedervi, ritrovandovi così bella, così amabile, e amata da tutti, e temetti che qualche fortunato rivale avesse rapito il vostro cuore a quegli che lo possedeva fin da fanciullo. Ma neanche allora pensai che non mi riconoscereste almeno i diritti d'un fratello alla vostra affezione.

— Ma no, ma no, Guglielmo, — ella disse vivamente. — Non v'adirate.... Io sarò sempre per voi una sorella! —

Egli sorrise d'un sorriso doloroso.

— Avevo ragione dunque? Temevate ch'io chiedessi troppo, e per scoraggiarmi stimaste bene non concedermi nulla. Sia pur così. Forse la vostra prudenza è stata per il meglio; ma.... oh, Gertrude, mi avete spezzato il cuore!