— Franchezza, Gertrude? Ma siete voi stessa la misteriosa! S'io potessi mostrarvi a nudo l'anima mia, mi sarebbe agevole persuadervi della sua fedeltà, piena ed intera fedeltà, al suo primo amore. Quanto ad Isabella Clinton, se alludete a lei, i vostri occhi ed i vostri orecchi v'hanno ingannata anch'essi, se.... —
Ella l'interruppe:
— Ah, Guglielmo, Guglielmo! Avete così presto scordato la vostra devozione alla bella di Saratoga? La vostra riluttanza a lasciarla allontanarsi da voi per qualche giorno? Il gran dolore che vi cagionava la sola idea del suo pur breve viaggio, e l'amorosa impazienza che vi faceva parere quei pochi giorni un'eternità?
— Basta, basta! — esclamò il giovane, nella cui mente balenava la luce che doveva dissipare il mistero. — Ditemi invece dove avete risaputo coteste cose.
— Sul luogo stesso dove le diceste e le faceste. Il nostro primo incontro non avvenne già nel salotto del signor Graham. A Saratoga in un viale del passeggio, e in riva al lago, ad Albany sul piroscafo, io vi vidi insieme con la signorina Clinton, e vi riconobbi, non riconosciuta da voi. Là, le vostre parole m'accertarono di quel fatto che riferitomi da altri avrei posto in dubbio. —
La luce del sole mattutino non è più serena e ridente di quella della riaccesa speranza che illuminava adesso la faccia di Guglielmo.
— Ascoltatemi, Gertrude, — egli disse con un tono di fervore quasi solenne — e credete che dinanzi alla tomba di mia madre, alla presenza — (e in atto reverente alzava gli occhi al cielo) — del puro spirito che m'insegnò l'amore della verità, parlo con quella sincerità e quel candore che si convengono parlando agli angeli. Io non starò a discutere se abbiate udito proprio esattamente le parole di protesta e di preghiera da me rivolte alla signorina Clinton sul proposito del suo viaggio, e le espressioni della mia impazienza per il suo ritorno. Non m'indugerò nemmeno a ricercare dove fosse l'oggetto dei miei pensieri nel momento in cui, causa i felici mutamenti in esso operati dal tempo, sfuggiva al mio sguardo bramoso. Lasciate ch'io prima mi discolpi dall'imputazione che grava sopra di me; poi avremo agio di venire alle altre spiegazioni.
«È verissimo ch'io mi dolsi forte della improvvisa partenza d'Isabella per Nuova York, sotto un pretesto che non avrebbe dovuto avere alcun peso per lei. È verissimo ch'io tentai di far valere ogni miglior argomento per dissuaderla da quel capriccio, e, riuscita vana la mia eloquenza, cercai in tutte le maniere d'indurla almeno a ritornare il più presto possibile. E ciò non perchè la compagnia di quell'egoista fosse comunque necessaria alla mia felicità (al contrario anzi), ma perchè l'ottimo suo padre, il quale l'adora a segno che nessun sacrificio gli parrebbe eccessivo al fine di procurare un piacere a quell'unica sua figliuola, giaceva ammalato, lottando tra la vita e la morte, in un albergo d'una affollata città d'acque alla moda, dove gli mancavano comodi e quiete, ed era da lei abbandonato, con un'indifferenza che mi disgustava, alle cure d'una infermiera mercenaria e d'un giovanotto di buona volontà ma inesperto, come me.
«Che nell'assenza della figlia ingrata l'eternità potesse mettere un suggello a quella separazione, era un pensiero ch'io, indignatissimo, fui sul punto di manifestare: ma mi repressi, non volendo intromettermi tropp'oltre in una cosa che infine non mi riguardava, nè destare in Isabella apprensioni forse inutili. Se un sentimento egoistico entrava nella mia somma impazienza di vederla ritornata dove il suo dovere la chiamava, era unicamente il desiderio di essere dispensato dall'obbligo di supplirla al letto del mio amico infermo, e poter correre a colei dalla quale speravo un'accoglienza non impari all'ardore del mio affetto.... Figuratevi dunque se quella ch'io ricevetti agghiacciò il mio cuore palpitante....
— Ma adesso comprendete le ragioni della mia freddezza, — disse Gertrude volgendo a lui la faccia inondata di lacrime dove un sorriso di gioia splendeva come un'iride tra la pioggia estiva. — Adesso sapete perchè non osavo lasciar parlare l'anima mia....