— Oh, è la cosa più terribile ch'io abbia mai udito in vita mia! E pensare, Emilia, che voi eravate a bordo.... E la nostra Isabella! Povera figliuola, non ha ricuperato ancora i suoi bei colori, dopo quello spavento! E anche Gertrude Flint.... A proposito, dov'è?... Dicono che quella ragazza s'è comportata mirabilmente.... —

Si voltò, e vistala sulla soglia le corse incontro e la baciò con cordialità sincera. La signora Graham, sebbene un po' grossolana e impetuosa, non era in fondo priva di buoni sentimenti che si mostravano se un'occasione li destava.

L'entrata delle due fanciulle avendo interrotto i commenti e le esclamazioni della loquace signora sulla catastrofe, ella finalmente pensò alla necessità di togliersi il cappello, il velo, lo scialle, la sciarpa, dei quali due ultimi indumenti s'era liberata a mezzo lasciandoli strascicare sul pavimento.

— Basta! — ella esclamò. — Sarà meglio ch'io segua l'esempio delle ragazze e vada a levarmi di dosso questa roba impolverata. C'è da rimaner sepolti nella polvere, in treno! Ma è sempre meno male che avventurarsi su uno di quegli orribili piroscafi come mio fratello Clinton pazzamente ci proponeva. Dov'è Brigida? Bisogna che venga a raccattare un po' le cose mie....

— V'aiuterò io, — disse Gertrude pigliando in una mano una sacca da viaggio, gettandosi sul braccio la sciarpa, caduta a terra, e seguendo da presso la signora a fine di reggere l'estremità strascicante del pesantissimo sciallone che le scivolava giù dalle spalle.

Ma sul primo pianerottolo venne fermata da Rina Ray che la strinse in un caldo amplesso; e fu costretta a deporre il suo carico per rispondere alle carezze e ai baci dell'amica.

In capo alla scala, poi, incontrò Isabella avvolta in un accappatoio, con una gran brocca in mano, e un viso quanto mai acerbo. Tuttavia posò la brocca per terra e salutò Gertrude di buona grazia.

— Sono ben lieta di vedervi in vita, — ella disse — benchè io non possa guardarvi senza rabbrividire.... la vostra vista mi ricorda tanto quel giorno terribile in cui abbiamo corso un mortale pericolo! Sorte, essere state salvate mentre tanti affogarono! Mi maraviglio sempre, Gertrude, della vostra calma in quei momenti.... Io avevo perduto la testa, e non avrei saputo che fare, se voi non vi foste trovata lì per suggerirmelo. Oh, Dio, non parliamone più.... è una cosa a cui non devo pensare! — Con un brivido e una scrollatina di spalle lasciò cadere il discorso, e si mise a chiamare la cugina con tono stizzoso:

— Rina, o dove ti sei cacciata? Credevo che tu pensassi a farci portare l'acqua! —

Rina, che in obbedienza a un clamoroso appello della zia era corsa in furia nella camera di questa con la sacca da viaggio che Gertrude aveva lasciata sul pianerottolo, arrivò, trafelata, domandando: