Intanto Graziella, pian piano, insinuò la manina libera nella mano di questa, che guardandola per la prima volta con attenzione riconobbe in lei la piccina di cui aveva preso le difese contro i suoi persecutori nel salone dell'albergo di Saratoga.
Rina fu lieta della coincidenza, e Gertrude osservando quanto migliorato fosse l'aspetto della bambina nelle vesti e nella persona, che adesso mostravano un'amorosa cura femminile, si sentì persuasa che il giovane ecclesiastico aveva fatto una buona scelta.
La fidanzata avrebbe voluto descriverle il suo futuro marito, ma appunto furono chiamate al tè, ed ella dovette rimettere a più tardi ciò che le restava a dire.
Il gaio salotto del signor Graham non era mai stato gaio come quella sera. Il tempo era piuttosto mite, ma il fuoco, acceso per il signor Clinton, non riscaldava eccessivamente la stanza. Tuttavia aveva cacciato la gioventù in un angolo lontano dal caminetto, nelle cui vicinanze erano rimasti soltanto la signora Graham con Emilia sul sofà, e il signor Graham col signor Clinton in due poltrone di faccia a loro.
Il padrone di casa poteva discorrere così a suo agio con l'ospite su gravi soggetti d'affari, mentre la loquace sua consorte intratteneva Emilia e sè stessa, ricapitolando con brio i suoi viaggi e le sue avventure.
Le ragazze stavano intorno a una tavola ove si trovava una voluminosa cartella piena di bellissime incisioni rappresentanti vedute d'Europa, recente acquisto del signor Graham. Gertrude e Rina voltavano accuratamente i fogli; la piccola Graziella, seduta sulle ginocchia della futura zietta, e Fanny, china sulla spalla della sua amica, ascoltavano attente le loro spiegazioni.
Di quando in quando anche Isabella, la sola delle persone presenti che andasse girellando oziosamente per la stanza, si accostava alla tavola e riconoscendo qualcuno dei luoghi visitati, dava in esclamazioni come queste:
— O guarda, Rina, c'è il negozio dove staccai quel taglio di seta celeste!... Ah, ecco la cascata che visitammo con gli ufficiali russi! —
Mentre la compagnia era in tal guisa occupata, l'uscio s'aperse ed entrarono il signor Amory e Guglielmo Sullivan, senza farsi annunziare.
Se anche fossero comparsi separatamente avrebbero destato una viva curiosità nella maggior parte degli astanti; ma capitando insieme, con l'aria di due intrinseci amici, essi eccitarono una maraviglia che apparve manifesta nei volti delle ragazze.