I padroni di casa però avevano troppo uso del mondo per tradire questo sentimento altrimenti che scambiandosi una rapida occhiata, e, rizzatisi, accolsero i due visitatori con la debita gentilezza. Il signor Graham salutò semplicemente con un cenno del capo Filippo Amory che aveva già veduto la mattina, e lo presentò al signor Clinton, senza menzionare però la loro parentela; e stava per presentarlo alla moglie, quando questa lo dispensò dalla cerimonia dichiarando di non aver dimenticato la conoscenza fatta a Baden-Baden.

Guglielmo era conosciuto da tutti fuorchè da Emilia: ma avvenne che la presentazione fosse dimenticata. Egli gettò a Gertrude uno sguardo d'intelligenza, accettando la seggiola offertagli da Isabella, la quale si mise a conversare con lui, mentre sua zia s'impadroniva di Filippo.

— Signorina Gertrude, — disse sottovoce Fanny Bruce non appena tutti furono tranquillamente seduti — quello lì è il signore che v'accompagnava in calesse, stasera. L'ho ravvisato subito. — E vedendo la giovane arrossire e farle cenno di tacere, guardandosi intorno, ansiosa come se temesse che qualcuno avesse udito, soggiunse: — È Guglielmo, non è vero?... Il signor Sullivan? —

La povera Gertrude era di più in più impacciata, ma la maliziosa Fanny continuò a tormentarla con le sue domande; e Isabella, ingelosita, notando che gli occhi di Guglielmo si volgevano spesso verso la tavola, a un tratto la fissò con uno sguardo scrutatore che finì di confonderla.

Ma il caso le venne in aiuto sotto la forma di Gianna, che portava il giornale, e non poteva aprire l'uscio contro il quale stava la sua seggiola: il che le diede l'occasione di alzarsi, aprire, ricevere il foglio dalla ragazza, e insieme un'imbasciata di poca importanza. Mentre era occupata così, il signor Clinton si rizzò dalla sua poltrona, e, attraversando il salotto col suo debole passo d'infermo, andò a domandare qualche cosa a Guglielmo, sottovoce. Questi rispose affermativamente. Allora egli prese Isabella per mano, e avvicinatosi a Filippo Amory esclamò con profonda commozione:

— Signore, apprendo dal signor Sullivan che voi siete quegli a cui debbo la vita della mia figliuola: e veniamo a ringraziarvi! —

Filippo balzò in piedi e gettò un braccio intorno alla vita di Gertrude che passava portando il giornale al signor Graham e non aveva udito le parole del padre di Bella. Ella corrispose alla carezza alzando verso di lui la faccia raggiante d'un dolce sorriso. Egli disse:

— Questa, signor Clinton, è la persona che l'ha salvata. Io, è vero, la portai a nuoto alla riva, ma credevo che fosse la figliuola mia adoratissima, la quale, senza ch'io potessi immaginarmelo, aveva abbandonato volontariamente ad un'altra l'unica sua speranza di salvezza.

— Da par vostra, Gertrude! Da par vostra! — gridarono a un tempo Rina e Fanny, penetrando a forza nel piccolo circolo strettosi intorno all'eroica fanciulla.

— Mia nobile creatura! — mormorò Emilia che appoggiata al braccio di Filippo si chinò a prenderle la mano e se la premette alle labbra.