— Oh, Gertrude! — esclamò Isabella i cui occhi s'empirono di lacrime. — Io non sapevo.... non avrei mai pensato.... —
La voce sonora della signora Graham venne a interromperla.
— Come, la vostra figliuola?...
— Sì, restituita per grazia di Dio ad un padre non degno di tanto bene! — rispose il signor Amory con reverenza. — E.... tu non hai segreti qui, mio tesoro? — fece, volgendosi a Gertrude.
Ella guardò Guglielmo che stava adesso al suo fianco, e scosse il capo.
— E, — proseguì egli allora — da lui concessa con gioia ad uno sposo che la merita per il suo lungo e fedele amore!
Così dicendo pose la mano di sua figlia in quella di Guglielmo Sullivan.
Seguì un momento di silenzio. La solennità di quell'atto aveva commosso tutti i presenti. Poi il signor Graham venne innanzi, strinse cordialmente la mano ai fidanzati, e, passandosi rapidamente una manica sugli occhi, andò, secondo il suo costume, a rifugiarsi nella biblioteca.
— Gertrude, — disse Fanny tirandola per la gonnella — siete promessa sposa, dunque? promessa a Guglielmo?
— Sì, — ella rispose, sperando che, appagata la sua curiosità, starebbe zitta.