E quando l'erba rinverdiva, e i fiori sbocciavano diffondendo nell'aria le loro fragranze, e gli uccelli gorgheggiavano fra i rami, e le acque azzurre del lago s'increspavano all'alitare di zeffiri primaverili, Emilia venne a vivere sul pendio del colle con Filippo. E la signora Ellis la seguì per assumere il governo della nuova casa, e di tutte le attinenze, specie della latteria, che divenne il suo orgoglio.

Ella aveva implorato a calde lacrime, e agevolmente ottenuto, il perdono di Filippo a cui sapeva adesso d'aver fatto più male che non volesse: e con la sincerità della sua volontaria confessione, con l'umiltà del suo pentimento, aveva provato che non era priva di cuore.

La signora Prime sollecitò anch'essa, con vive istanze, il posto di cuoca alla villa; ma Emilia amorevolmente la dissuase.

— Non possiamo lasciare tutte il babbo, — disse scusandosi. — Chi gli arrostirebbe appuntino i suoi crostini, chi gli accenderebbe a modo suo il fuoco, nella biblioteca? —

La buona vecchia comprese che aveva ragione, e si rassegnò.

E l'esule che ha tanto errato e tanto sofferto, è finalmente felice? Sì; ma la sua pace non deriva dalla sua bella casa, dai suoi vasti possessi, dalla fama onorevole che egli gode fra gli uomini, e neppure dall'amore della gentile Emilia.

Questi sono beni preziosi, ed egli sa apprezzarli; ma la sua anima duramente esperta dei dolori del mondo, ha trovato un'àncora più salda, un più sicuro rifugio dalla tempesta, perchè grazie al divino potere d'una fede viva ha toccato il porto della salvezza eterna. Le preghiere della vergine cieca sono state esaudite, l'ultima e la migliore delle sue pie opere è compiuta; dal suo spirito illuminato un raggio è sceso nell'anima ottenebrata del suo diletto, e quand'anche Dio la chiamasse a sè, egli sarebbe ormai capace di seguire le sue orme, di continuare le sue carità, di fare il bene sulla terra finchè venga per lui l'ora di raggiungerla in cielo.

Quando i due sposi, nelle sere estive, escono a respirare l'aria fresca e fragrante della campagna, e godere l'incanto dei crepuscoli sereni, ascoltando i cantori alati gorgheggianti tra le fronde, tutte le cose parlano d'una pace santa al rinato cuore di colui che per tanto tempo visse agitato ed afflitto.

Quando il sole muore in mezzo alla pompa del tramonto, e a grado a grado la luce dell'occaso si estingue, quando spuntano le stelle e la luna s'inargenta, nella solenne bellezza della notte gli astri parlano parole d'alto insegnamento alla sua anima risvegliata, e la gran voce della natura, e la tenue voce sommessa che mormora in lui, dicono dolcemente, piamente:

«Il sole non sarà più il tuo lume diurno, nè più splenderà per te il chiarore soave della luna: ma la luce eterna ti verrà dal Signore, e il tuo Dio sarà la tua gloria.