— Veramente, non so.... — rispose True. — È piccina ancora, e poco avvezza a stare con altri bambini. E poi mi dispiacerebbe privarmi della sua compagnia: io godo di vedermela dattorno. —
Ella osservò ch'era tempo che Gertrude imparasse a leggere e a scrivere, e che quanto più presto avrebbe cominciato a stare co' suoi coetanei, tanto più agevolmente ci si sarebbe avvezzata.
— Sicuro, sicuro, — fece egli — è giustissimo. Se dunque credete per il suo meglio che vada a scuola, gliene parlerò. Sentiremo che dice.
— Ma sì. Io credo che ci piglierebbe gusto e farebbe grandi progressi. Circa i vestiti, se qualche cosa le manca, io...
— Oh no, no, signorina Emilia, non occorre nulla! È ben rimpannucciata per ora, grazie alla bontà vostra....
— Basta, ricordatevi che in caso di bisogno dovete ricorrere a me. L'abbiamo adottata insieme quella figliuola, e io mi sono assunta l'impegno di fare per lei tutto ciò che posso. Quindi, se mai, non esitate. Sarò lieta di potervi esser utile, credetelo. Mio padre si sente sempre obbligatissimo verso di voi, signor Flint, per i vostri fedeli servigi che hanno finito col costarvi tanto caro.
— Oh, signorina Emilia, il signor Graham è stato per me il migliore degli amici, e quanto all'infortunio che mi toccò lavorando ne' suoi magazzini nessuno n'ebbe colpa fuori di me; la sbadataggine mia fu la sola causa di tutto il male!...
— So, so che voi lo dite, ma il nostro rincrescimento non è minore per questo. Ve lo ripeto, non dimenticate ch'io mi stimerò felice di poter venire in aiuto alla piccola Gertrude. Mi piacerebbe d'averla qui un giorno, se voi permettete, e se essa è contenta di venire....
— Figuratevi se sarà contenta! Grazie, grazie di cuore.... —
Alcuni giorni dopo Gertrude andò con True a casa Graham per visitare la signorina; ma la governante che incontrarono nell'atrio disse loro ch'ella era malata e non riceveva nessuno; sicchè tornarono indietro pieni di rammarico.