— È quella fulgidissima, là, sul campanile della chiesa. Ogni notte splende di contro alla mia camera e mi guarda fisso nel viso.... Signorina Emilia, — e la voce di Gertrude si fece sommessa — provo un sentimento come se quella stella splendesse apposta per me, e mi figuro che l'accenda lo zio True, e ch'egli nella sua luce mi sorrida e mi dica: «Vedi, Gertrudina, ho acceso la tua lampada!» Caro zio True! Credete, signorina, che egli mi ami sempre?
— Sì, lo credo fermamente; e credo pure che se tu seguirai il suo esempio e procurerai d'esser buona e paziente al pari di lui, egli sarà in effetto il lume che guiderà i tuoi passi brillando sul tuo cammino di luce altrettanto viva che se la sua faccia ti sorridesse nel fulgore della stella.
— Io ero paziente, e buona quando vivevo con lui.... quasi sempre almeno.... e sono buona quando sono con voi; ma la signora Ellis mi urta. Si direbbe che cerchi di tormentarmi, di provocarmi, e allora io vo in collera; e non so più quel che dico e quel che faccio. Non intendevo d'essere impertinente con lei, oggi, e mi rincresce d'avere sbattuto l'uscio; ma come non perdere la pazienza, signorina Emilia, nel sentirla sostenere davanti al signor Graham che avevo strappato io il Journal di ieri, mentre non era vero? Quello in cui mi vide involtare le vostre pantofole era un altro vecchio foglio, e sono sicura che ella stessa, invece, deve aver acceso il fuoco nella biblioteca col Journal scomparso; ma il signor Graham crederà sempre che sono stata io.
— Non dubito, Gertrude, che tu avevi qualche ragione di sentirti sdegnata, e che, come affermi, quel giornale non è andato perduto per colpa tua. Ma devi ricordarti, mia cara, che non c'è nessun merito a esser buoni e pazienti quando nulla ci irrita. Io desidero che tu impari a sopportare anche le ingiustizie senza perdere la padronanza di te. Sai che la signora Ellis è qui da molti anni; finora ha sempre fatto a modo suo, e non è avvezza coi ragazzi. S'immagina che la tua presenza in questa casa le porterà nuove faccende, la disturberà nelle sue consuetudini; e pero non è da maravigliarsi che, a volte, se qualche cosa va di traverso se la pigli teco. È una donna fidatissima, buona e premurosa per me e per il mio babbo che la tiene in gran conto. Sarei infelice se dovessi temere che tu e lei non potrete vivere insieme amichevolmente.
— Io non voglio farvi infelice! Non voglio disturbare nessuno! — disse Gertrude, eccitata. — Andrò via piuttosto, dovunque, lontano, e non sentirete più parlare di me!
— Gertrude! — esclamò Emilia con tono grave e triste.
Ella teneva sempre le mani sulle spalle della ragazzina, e, parlando, la fece voltare di faccia a lei.
— Gertrude, desideri dunque d'abbandonare la tua amica cieca? Non mi vuoi punto bene? —
Il volto in cui s'incontrò lo sguardo della piccola sdegnosa aveva un'espressione di dolore così commovente, che il suo orgoglio e la sua ira caddero di colpo.
— No, no, cara signorina Emilia! — ella proruppe gettando le braccia al collo della giovane. — Non vorrei lasciarvi per nulla al mondo. Farò tutto quello che voi desiderate! Non andrò più in collera con la signora Ellis, per amor vostro!