«Nel campo della pittura si leggono i seguenti nomi di visitatori graffiti con una punta:
Il Lanciani, pur dubitando, opina che questi avanzi di oratorio si debbano attribuire alla chiesa di S. Maria de Ferrariis[757]; ma questa chiesa, come vedremo quando di essa si parlerà, per documenti certi conviene collocarla altrove. E poi, essendo la composizione e lo stile del dipinto del secolo XIII o XIV, e non esistendo altri documenti che dimostrino la preesistenza della chiesa (come tale) alle pitture suddette, l’opinante ben fece a dubitare di quella congettura. È dunque per me un incerto oratorio. La pittura è stata trasportata al Museo Nazionale.
Le chiese poi più vicine all’Anfiteatro Flavio, delle quali si ha memoria, sono:
- 1.º SS. Quadraginta Colisaei.
- 2.º S. Maria de Ferrariis.
- 3.º S. Giacomo.
- 4.º S. Salvatore de Insula.
- 5.º S. Salvatore de Arcu Trasi.
- 6.º S. Maria de Metriis.
- 7.º S. Nicolò de Colosso e Colisaeo.
- 8.º SS. Abdon e Sennen.
I moderni Bollandisti[758] saltano a piè pari la questione intorno a queste chiese, che, come vedremo, sono certamente esistite nelle vicinanze del Colosseo; come pure tacciono degli oratorî, dei quali parlammo di sopra, benchè quando essi scrissero fossero già scoperti. Rivolgono le loro armi contro S. Salvatore in Ludo od in Tellure, e, contro S. Maria de arcu aureo, che nulla hanno a vedere col Colosseo; e, costretti a parlare della chiesa dei Ss. Abdon e Sennen, e non potendone negare resistenza, conchiudono con un «il est probable» che la lettura degli atti abbia suggerito l’idea di erigere una chiesa in loro onore in questo luogo.
Del resto, la esistenza di queste otto chiese e di questi oratorî attorno al Colosseo serve a dimostrare la venerazione che, da secoli e secoli, prima dell’epoca fissata dai Bollandisti per il culto di questo monumento — secolo XVII — era prestata all’Anfiteatro, benchè le chiese e gli oratorî niuna relazione diretta avessero coi martiri che in esso patirono: giacchè appunto attorno a centri indubitabili di grande venerazione noi vediamo verificarsi il fatto dell’aggruppamento di chiese ed oratorî di vario titolo; come, ad esempio, attorno alle basiliche Lateranense e Vaticana, ed a quella Apostolorum sulla Via Appia. Anzi questo fatto non solo si è verificato attorno a luoghi sacri fin dalla loro origine, ma eziandio attorno a monumenti destinati per loro natura ad uso profano, e divenuti poscia venerabili, presso i cristiani, per qualche motivo speciale. Così attorno al grandioso edifizio delle Terme di Diocleziano, sorsero le chiese di S. Salvatore in Thermis, dei Ss. Papia e Mauro, e l’oratorio cristiano scoperto nel 1876 sul Monte della Giustizia (ove è ora la dogana); e ciò, perchè gli altissimi muri di quella immensa mole erano stati cementati, dirò così, dal venerando sudore di migliaia di confessori della fede.
I. Chiesa dei Ss. Quadraginta Colisaei[759].
Cinque furono in Roma le chiese sacre ai Quaranta Martiri di Sebaste. Presso la chiesa di S. Maria Antiqua, scoperta a’ nostri giorni, v’ha una cappella che il Wilpert considera come faciente parte della chiesa stessa, per essere a questa assai vicina[760]. Nell’abside di questa cappella sono dipinti i Ss. Quaranta Martiri; e la pittura è giudicata dallo stesso ch.º autore[761] non posteriore al secolo VII. Nella stessa cappella Adriano I fece dipingere nel secolo seguente gli stessi Santi in gloria.