INITIV SAPIENTI.......

«Si volle ripetere la sentenza: Initium sapientiae, timor Domini; mancato però lo spazio per le ultime parole, queste furono rappresentate con piccole linee ondulate. La pittura è molto deperita; e verso ambedue i margini laterali della pietra manca quasi la metà delle due figure. In mezzo a queste è dipinta, nascente dal terreno, una pianta con fiori simili a rose».

Questa scoperta mi sembra sia una conferma della mia supposizione: che qui, cioè, fosse la chiesa di S. Nicolò de Colisaeo. Fu chiesa titolare; ed i due Cardinali Foscari e Grimano (i quali furono insigniti di questo titolo) ce ne sono la prova.

L’Armellini[779] afferma che questa chiesa era ancora in piedi sotto S. Pio V.

VII. Chiesa di S. Maria de Metrio.

Il Camerario, il Codice di Torino ed il Signorili ricordano questa chiesa; ma dal secolo XVI in poi non se ne ha più memoria. Il Codice di Torino la chiama «Sellaria de Metrio»; in una bolla di Urbano V è detta S. Maria de Metrio[780]. I topografi non hanno saputo indicare il luogo preciso di questa chiesa, e vi fu chi la collocò lontanissimo dal Colosseo; il Codice di Torino però ce ne dà l’indicazione precisa, e la pone fra S. Salvatore de Arcu Trasi e la chiesa dei Ss. Abdon e Sennen. Ora, conoscendosi il sito preciso della prima — Arco di Costantino — e dell’ultima — Colosso di Nerone, — è chiaro che S. Maria de Metrio fu alla Mèta Sudante o lì presso; e la voce Metrio (corruzione evidente di Mèta) ce ne è la conferma.

VIII. Chiesa de’ Ss. Abdon e Sennen.

Questa chiesa fu eretta sul luogo ove furono gettate, dopo il martirio, le salme dei gloriosi Martiri Persiani: vale a dire, ante simulacrum Solis, ossia davanti al famoso Colosso Neroniano. Difatti, tra il basamento del Colosso ed il tempio di Venere e Roma, al cadere del secolo scorso, si trovò una gran quantità di ossa umane, le quali vengono a dimostrarci la presenza di un cimitero svoltosi attorno a questa chiesa. Essa è ricordata dal Camerario, dal Codice di Torino (il quale, come dicemmo, la nomina dopo la chiesa di S. Maria de Metrio), dal catalogo del Signorili e da quello di Pio V, ritrovato dall’Armellini negli archivi secreti del Vaticano. Da questo catalogo egli argomenta, e giustamente, che la nostra chiesa durante il pontificato di Pio V non solo era intatta, ma vi si compievano ancora gli atti di culto; poichè l’estensore del suddetto catalogo nota esattamente lo stato materiale di ciascuna chiesa, e di quella dei Ss. Abdon e Sennen nulla osserva[781]. Lo stesso chiarissimo scrittore la suppone distrutta alla fine del secolo XVI o sugli inizî del XVII secolo.


Ed ora, chiusa questa lunga parentesi, alla quale mi hanno condotto le questioni sulle chiese di S. Salvatore de Rota e S. Giacomo, torniamo all’argomento.