Alla profondità di circa tre metri apparvero 32 delle 72 mensole di travertino, sporgenti dai piloni delle nicchie poc’anzi descritte (V. Fig. 9ª).

In questo stesso scavo tornarono in luce i cripto-portici, il pavimento, le bocchette[843], le scale, ecc., di cui già parlammo nel capit. III, Parte I, ed i residui seguenti:

1º Varî rocchi marmorei, due dei quali di giallo antico.

2º Fusti di colonne, basi e capitelli.

3º Frammenti d’iscrizione, i quali riporteremo all’App. II di questo lavoro[844].

4º Lucerne fittili, tra le quali una cristiana. L’Armellini[845] così la descrive; «Fra la varia suppellettile tornata alla luce degli sterri dell’arena nell’Anfiteatro Flavio, merita particolar attenzione una lucernina cristiana adorna di storiche e pregevoli rappresentanze. La lucerna, di cui io parlo, manca di circa una metà rimanendone abbastanza conservato il disco sul quale si vedono effigiati i tre giovani ebrei in atto di negare l’adorazione alla statua aurea di Nabucco. Il concetto artistico è identico a quello che trovasi ripetuto frequentemente nei sarcofagi cristiani ed anche in taluna delle pitture delle romane catacombe. Più raro a trovarsi un tal soggetto è nelle lucerne cristiane, ed è per questo che propongo all’attenzione dei dotti cotesto non dispregevole cimelio, il quale può aggiungere alcun lustro benchè assai tenue alle grandiose memorie cristiane del Colosseo».

5º Sei basi di statue ed un bassorilievo rappresentante un coniglio agguantato da una zampa di leone scherzante.

6º Nove teste di statue e sette lastre di marmo[846], le quali ultime hanno uno speciale interesse per i graffiti che in esse scorgiamo. Nella prima di queste lastre si vedono a graffito le cinque arcate, le inferriate e la transenna, ecc., di cui sopra parlammo (V. Fig. 10ª).

Nel secondo graffito vi sono tracciati due gladiatori; l’uno è munito di scudo quadrilatero, l’altro armato di coltello e rete, ed ambedue sono galeati. In questa scena è forse rappresentata la lotta fra un Trace od un Mirmillone con un Reziario, giacchè si scorgono assai chiaramente il tridente ed il balteus[847]. V’è poi una lepre inseguita da un cane; e più in basso un toro avente sul dorso una specie di sella: scena che ci ricorda il sarcofago rinvenuto nel palazzo Fiano, negli scavi eseguiti nel 1874-75.

In un terzo graffito è delineata la figura di un bestiario, avente nella mano destra il venabulo e nella sinistra la mappa.