[631]. «Ed io racconteró quali giovani giocorno e quali morirono, si legge nella stampa».
[632]. Il Visconti opina che la torre di Nerone fosse quella sovrastante al monastero delle Domenicane in via Magnanapoli. Il Gori peró, nel tomo CLVIII, p. 35 del Giornale Arcadico, sostiene che per torre di Nerone era detta l’antica Torre Mesa, già esistente nel Giardino Colonna, e disegnata dallo Scamozzi prima che fosse distrutta nel secolo XVI.
[633]. «E le altre di minor sfera dell’altra, sta nella stampa, nella quale è omesso quel che segue distinto di carattere corsivo».
[634]. Questo nome non è nel manoscritto del Visconti.
[635]. «E lui n’era fieramente innamorato, ha la stampa».
[636]. «Cioè Domenico Astalli, di famiglia illustre romana, oggi estinta. Mezzo Stallo ha la stampa».
[637]. «La stampa ha: figlio di Giovanni Mario».
[638]. «COSÌ BIANCA È LA FEDE, si legge nella stampa, togliendo il concetto dalla persona, ond’è particolare, per recarlo alla cosa, di che perde tutto quell’acume che si cercava in questi motti e nelle allusioni di essi all’indole e ai pensieri di chi voleva più o meno chiusamente dimostrarli con essi».
[639]. «Ad Agapito Colonna la stampa fa portare una collana di cera al cappello. Oh! diamine! direbbe il Cesari, e come questo? L’errore del copista si conosce facilmente, fu nel testo: una colonna c’era, ecc. Mutata la colonna scritta forse da taluno collonna in collana il c’era divenne cera, il di parve necessario, e la collana di cera fu fatta».
[640]. «Qui pure il testo stampato ha collana».