b) decoctores, cavalieri decaduti nel censo. Sedevano nei due ordini più alti e più lontani dall’orchestra e dall’arena.
c) coloro che, di origine libertina, avevano raggranellato il censo equestre. Sedevano c. s.[364].
d) i tribuni militari ed in genere gli ufficiali superiori delle milizie stanziate in Roma[365].
e) i decemviri litibus iudicandis[366].
f) Tribuni plebis. Forse a questa classe va riferita la glossa di Porfirio ad Horat. Epod. 4: ex quattuor (decim) autem ordinibus, quos lege Roscius Otho tr. pl. in theatro equestri ordini dedit, duo primi..... tribuniciis vacabant. Le si riferisce senza dubbio il passo di Dione 44,4 nel quale fra gli onori decretati in favore di Cesare nell’anno 710/44 si registra: καὶ καθὲζεσθαι ἑπὶ τοῦ ἀρχικοῦ δίφρου παντακῆ πλὴν ἐν ταῖς πανηγύρεσιν..... τότε γὰρ ἐπῒ τε τοῦ δημαρχικοῦ βάθρου καὶ μετὰ τῶν ἀεὶ δημαρχούντων Θεὰσθαι ἔλαβεν.
«A tutte queste classi di magistratus ordinis equestris allude Calpurnio nei ben noti versi della settima ecloga: Venimus ad sedes ubi pulla sordida veste, — Inter foemineas spectabat turba cathedras — Nam quocumque patent sub aperto libera coelo. Aut eques aut nivei loca densavere tribuni.
«I cavalieri, a differenza dei senatori, non graffiarono il nome nel proprio loco, nemmeno in tempi di decadenza assoluta, forse perchè non ebbero posti personali. Una sola leggenda conosco che possa applicarsi agli ordini dei cavalieri: ed è incisa in un gradino di marmo, spettante ad uno scalare, a lettere di forma esilarante. Dice:
AbinsteiF. A[367]
(C. I, L. VI, part. 4, n. 32098).
e lo attribuisco ai gradini equestri, perchè i senatori non sedettero mai nel marmo.