3. Sacerdotum omnium collegia. «Il testo principe intorno ai posti sacerdotali è il lamento di Arnobio 4, 35 p. 151 Hild. Sedent in spectaculis publicis sacerdotum omnium collegia:

a) pontifices maximi

b) et maximi curiones

c) sedent quindecim viri laureati.

d) et Diales cum apicibus flamines.

e) sedent interpretes augures divinae mentis et voluntatis.

f) nec non et castae virgines perpetui nutrices et conservatrices ignis.

«È chiaro che Arnobio non parla rigorosamente, e che è d’uopo tener conto la sua enfasi rettorica. Nondimeno tengo per certo che, nel periodo di Augusto a Claudio, questi sacerdoti abbiano indistintamente seduto in senatu e che, dopo Claudio, abbiano ciascuno avuto la propria sede distinta e determinata di tanti piedi nel tale o tal altro cuneo, dell’ordine cui appartenevano. È certo parimenti che Arnobio non mentova tutti i collegi sacerdotali che avevano diritto a sedere sul podio. Abbiamo memoria e documenti per ciò che spetta a) agli arvali, b) alle vestali, c) al flamine diale, d) ai sacerdoti augustali, e, particolarmente ai soldati fluviali.

a) Fratelli Arvali[368].

b) Vergini vestali[369].