[1013]. Il comm. O. Marucchi (V. Le Forum Romaine, p. 259. Ediz. dell’anno 1903), dopo aver detto che l’iscrizione di Gaudenzio è una grossière contraffazione moderna; che il suo stile strano, è assai differente dallo stile antico, che la forma stessa dei caratteri tradisce la sua origine; e dopo aver espresso il desiderio che l’Accademia di S. Luca si decida a porre almeno un’indicazione per prevenire i visitatori di questa falsificazione, aggiunge (in nota) che ha saputo dal Bacci esservi nel rovescio un’iscrizione cristiana antica, che dice: Augurina in pace.

Rispetto il parere del ch.º Professore e amico, ma, a mio giudizio, l’Accademia di S. Luca ha fatto molto bene a lasciare la lapide nel sito in cui si trova da tre secoli; ed anche a non mettervi indicazione di sorta, almeno fino a che non si sappia con ogni certezza la falsità della stessa. La notizia che il Bacci ha dato al ch.o Marucchi, dell’essere cioè questa lapide opistografa, non è nuova, perchè l’Aringhi, il Fletwood, il Marini, il Visconti, ecc., ce l’avevano già detto; la formola poi, non è Augurina in pace, ma: AVRELIA AVGVRINA HIC EST. L’iscrizione è incisa nel mezzo del lungo e stretto marmo; è intiera, e si estende da una estremità all’altra del marmo o tavola marmorea, in questa guisa:

AVRELIA ❦ AVGVRINA ❦ HIC EST

La frase HIC EST, senza l’aggiunto POSITA (il quale, d’altronde si sottintende) è classica, e rivela quanto sia antica.

Taluno potrebbe dubitare della cristianità di questa lapide, appunto perchè classica. Se si rifletta però alla provenienza, e al fatto che l’iscrizione è incisa su di una lastra marmorea di assoluta forma cimiteriale cristiana, ogni dubbio svanisce. L’Aringhi (loc. cit.) congettura che quell’Aurelia Augurina cui si riferisce l’epigrafe, possa essere l’uxor di Gaudenzio, perchè, dice, uxores olim cum viris eodem sepulchro illatas fuisse novimus etc. — Potrebbe essere. I nomi sono antichissimi: un T. Aurelius Fulvus, per es., fu console ordinario imperando Domiziano (a. 85 d. C.); Augurinus è dei tempi della repubblica. I loculi bisomi poi, ed esempî analoghi d’iscrizioni opistografe, relative ai due coniugi, non è cosa nuova agli archeologi.

[1014]. Cf. M. Armellini, Lez. di Arch. Sacra, pp. 270-271; De Rossi, Bull. Arch. crist., serie III, an. VI, pp. 70-71-73.

[1015]. P. Scaglia, Epig. Vol. II, c. II, p. 52.

[1016]. De Rossi, loc. cit.

[1017]. Lupi, loc. cit.

[1018]. Id., loc. cit., p. 17.