ETEXT
VIIIS
(C. I, L. VI, p. 4, 32098 c).
6. Paedagogi. «Questi due marmi, prosegue il ch.o Lanciani, confermano egregiamente la sentenza, aver Tito o Domiziano seguito alla lettera i regolamenti augustei nella divisione dei posti anfiteatrali.
paedagogis p VERO um
(C. I. L, part. 4, 32098, d).
7. Apparitores magistratuum publicorum populi romani. «Dalla narrazione di Tacito[385] riferibile all’anno 819/66 — liberto et accusatori (Publii Galli eq. r.) locus in theatro inter viatores tribunicios datur — con molta probabilità si può argomentare che gli apparitores dei diversi magistrati, cioè gli scribae, lictores, viatores, praecones, secondo le loro rispettive decurie avessero posti fissi nel teatro[386].
8. Popularia (loca). «La plebe fu divisa per tribù e per istato civile. Della divisione per tribù negli spettacoli si hanno memorie fino dagli antichissimi tempi di Roma. Essa fu fomentata dall’abuso dell’ambitus tribuarius e degli spectacula tributim data per parte di chi cercava, acquistare sul pubblico influenza all’approssimarsi delle elezioni: in circo totas tabernas tribulium causa comparare. Si consultino Cicerone, Vatin. 15, 37; Mur. 34, 72; Orelli, Ind. leg. p. 286; hanc autem (plebem) tributim divisa loca occupasse tempore Ciceronis et Dionysii, ipsorum verba sat certo testantur: ad Severi usque tempora, an idem mos manserit, incertum est[387]. Io credo che il costume fosse serbato anche nei tempi imperiali: in primo luogo perchè non v’era ragione di rinunciare ad una misura così semplice e così opportuna a disciplinare quelle folle tremende: in secondo luogo, perchè, della continuazione del costume, mi sembra trovare documento nella basis magna marmorea litteris magnis scoperta sulla fine del quattrocento in angulo circi maximi versus templum Herculis victoris in foro Boario et Tiberim dedicata a Traiano, nell’anno 103, dalle
TRIBVS . XXXV
QVOD . LIBERALITATE
OPTIMI . PRINCIPIS
COMMODA . EARVM . ETIAM
LOCORUM . ADIECTIONE
AMPLIATA . SINT
(C. I. L. VI, 955).