NIVS

(V. Fig. 5ª)

Questo raro istrumento trovato presso il Colosseo, appartenne alla Mole dei Flavî?

Fig. 4.ª

Non sarebbe certo irragionevole opinare, che, sull’alto dell’Anfiteatro, vi fosse stato un indice esatto dei venti per norma del comandante dei Misenati; affinchè questi, conosciuta con certezza la direzione del vento, potesse (qualora impetuoso) dar ordine o di tendere le vele soltanto da quella parte in cui rimanevano a riparo, ovvero, se già distese, ordinare di ritirare quelle che si trovavano nella direzione del vento. La forma del velario richiedeva senza dubbio una sorveglianza diligente: poichè la grande apertura centrale lasciava libero adito ai venti; e questi, se si fossero introdotti sotto il velario ed avessero invaso la parte che trovavasi di fronte, avrebbero fatto sollevare violentemente le vele, le quali, agitandosi soverchiamente, avrebbero recato non poca molestia agli spettatori e causato gravi danni. Che il vento potesse danneggiare gli edificî destinati ai pubblici spettacoli, si può ragionevolmente argomentare dalla stessa loro struttura a cielo aperto: e che talora il vento l’abbia realmente danneggiati, lo possiamo dedurre da Plauto, il quale nella sua commedia «Curcullio»[410], fa narrare alla giovane Planesium, ciò che a questa accadde allorquando, ancor fanciulletta, assistè agli spettacoli dionisiaci, ove aveala condotta Archestrata sua nutrice. Non appena questa avea adagiato la fanciulletta nel teatro, levossi un VENTO tanto TURBINOSO, che pose a soqquadro l’intiero edificio[411].

Fig 5.ª