In uno spazio piano, che trovasi sopra gli archi delle antiche scalinate ristretto con un’ala di muro di forma circolare, si costruì una tribuna a guisa di teatro; ed in essa ogni anno, nel giorno del Venerdì Santo, rappresentavasi la Passione di Cristo.

Scelti i personaggi atti all’uopo, tanti di numero quanti ne ricorda il Vangelo, rappresentavano essi ciò che in questo si legge relativamente alla passione e resurrezione del Salvatore. Sulle scene v’erano effigiati i varî luoghi della Palestina, come Gerusalemme, Betania, il Cenacolo, l’orto di Getsemani, le case di Anna, di Caifa e di Erode, il tempio di Gerusalemme, ecc. Le vette dei monti Oliveto e Calvario, l’albero al quale s’impiccò Giuda, e forse il pinnaculum templi erano rappresentati al naturale. Nella scena del pretorio di Pilato eravi il tribunale, ed un seggio che costò 40 ducati.

Nella parte superiore della tribuna eravi una galleria, la quale, dice l’Adinolfi[681] «facea mostra all’occorrenza delle nuvole con angeli[682], quali nubi venivano ad oscurare nella morte del Redentore».

In quella stessa galleria v’era la musica, il coro dei Profeti, quello delle Sibille, nonchè dei pastori e dei re[683]. I fratelli della Compagnia del Gonfalone offrivano volentieri la loro opera, onde costruire i palchi e provvedere il necessario per il buon esito della rappresentazione; e poichè fra loro v’erano abili pittori, architetti, letterati e mimi, ciascun di essi concorreva col suo lavoro personale: così uno dirigeva la costruzione dei palchi, un altro dipingeva le scene; chi componeva i drammi, e chi li recitava. Fra i pittori si ricordano: Iacobello di Antonazzo, Savo, Antonio da Tivoli e Maestro Francesco. Uno dei più valenti compositori di drammi fu Giuliano Dati, fiorentino; e fra gli attori o coloro che nel 1500 recitarono nel Colosseo i suddetti drammi, si conserva memoria di Gregorio orefice, Mazzagattone, Mercurio, Tommaso cartaro[684], Pietro cartaro, Tommaso libraro, Marcantonio di Caravaggio, Michelangelo linaiuolo, il fattore della Compagnia ser Agnolo, Mariotto a S. Pantaleo, Nardino e Marcello, il quale fece la parte di Erode.

Turba immensa di popolo accorreva in quella circostanza al Colosseo; e Pietro Felino Martire, il Panciroli ed altri scrittori ci asseriscono che la quantità di gente uguagliava la quantità degli spettatori dei ludi profani che vi si celebrarono ai tempi degli Imperatori.

Nella biblioteca domestica del marchese Alessandro Capponi il Marangoni[685] vide due esemplari di un opuscolo il quale aveva per titolo: Rappresentazione della Passione del N. S. Jesu Chiesto, la quale si rappresenta il Venerdì Santo nel Coliseo di Roma, nuovamente colle figure ristampata. Questo opuscolo consisteva in un componimento poetico in ottava rima; lo stile ne era rozzo e volgare; gli atti erano intermezzati da arie, che certamente venivano cantate. In ambedue gli esemplari, posseduti dal marchese Capponi, manca l’indicazione del luogo, dell’anno e della tipografia in cui vennero stampati. Nondimeno, noi, dai tipi, dal frontespizio e dalla figura di un angelo che in questo è effigiato, possiamo ragionevolmente dedurre che siano stati stampati a Firenze verso il 1550.

Altri drammi furono scritti dal lodato Giuliano Dati, da Bernardo di maestro Antonio Romano e da Mariano Particoppe. Nell’archivio della Compagnia del Gonfalone se ne conservano tuttora due copie. La prima incomincia: «Contempla la passion del Salvator, ecc.»; e termina con quest’avvertenza: «Seguita poi la Madonna, colla deposizione della croce, la musica di Joseph e Nicodemo, e la musica delle Marie».

La seconda copia è del 1531, e principia: «Quel glorioso Iddio, ecc.».

Poichè descrivemmo i varî ludi celebrati nell’Anfiteatro Flavio ai tempi dell’Impero, e parlammo della caccia dei tori ivi stesso eseguita nel 1332; ci sia pur lecito di dare una notizia sommaria degli attori e delle attrici, nonchè di fare un sunto del più antico dramma sacro, conservato nell’archivio del Gonfalone; dramma che darà al lettore, ne son certo, un’idea chiara del modo con cui si rappresentava nel Colosseo la Passione di Cristo nei secoli XV e XVI.

I principali attori di questo storico dramma erano: