Tertio, che di le zente dil Secho le ge bisognava per reaquistar molte terre li erano rebellate, et maxime Pisa, et per defendere el loro stato, et cussì expediteno ditto messo. Non restava continuamente Zuan Battista Redolfi, loro orator a Milano, de dir al Duca che volentiera se aderirebbono a la liga, ma pur che 'l Re li era assà propinquo: conclusive, temevano. Et uno suo contestabele era in Modenese a far 400 fanti, venuti ditti fiorentini, in questi zorni li scrisse non dovesse farli, et non haviano bisogno.
Questi sono li primi eletti di la Signoria di Fiorenza per novo modo:
- san Spirito:
- Bernardo de Stefano Segni
- Batholomeo Ubertini
- santa †:
- Lorenzo de Matheo Morelli
- Andrea de Lorenzo Cieffi
- santa Maria Novella:
- Lorenzo Lenzi confalonier di justitia
- Francesco di Pagolo Pasquini
- Neretto di Francesco Neretti
- san Giovanni:
- Bertho de Felichara
- Nicolò di Giovanni d'Americho Benci.
In questa mattina, a dì 7 Luio, alcuni castellani erano in questa terra andò in Collegio, notificando a la Signoria nostra come li castellani di la Patria preditta di Friul, vedendo el bisogno havea la Signoria di zente, come veri subditi et fidelissimi, tra loro volevano mandar in campo 300 fra cavalli lizieri et provisionati, zoè la mità cavalli lizieri et l'altra mità provisionati pagati a loro spexe per do mexi, et che li capi era Alvixe da la Torre di 100 cavalli et 50 provisionati; Elia da Cusan capo de 50 cavalli et 50 provisionati; et uno altro. Et dimandono una lettera di passo, a ciò potesseno andar in campo; la qual fo subito fatta, et molto ringratiati di la bona voluntà haveano.
Di campo etiam zonse in ditta mattina lettere di 5 del mexe, di sera, come el Governador con li Provedadori, essendo in quella mattina a l'hora di la marangona cavalcati a veder certi repari, fo per le guarde discoperto uno grosso squadron de Franzesi, che volevano discender el monte et calarse ne la valle dil fiume dil Taro. Unde lo illustre Governador, con el sig. Redolfo, fece metter lo exercito tutto in arme, senza son di tromba nè di tamburo et ogni altro instrumento, nè cridar: arme! che fo cossa bellissima a veder, l'ubidientia de tutti, l'hordine et la inumerabel zente, et andar tutti li squadroni con li soi ordini a le poste senza strepito alcuno. Et alongato zerca uno mio et mezo fora de li alozamenti, li squadroni preditti feceno alto, et fermati sopra la campagna, la qual era ampla et apta a tal cossa, aspettono li nemici, credendo vi dovesse venir per combatter; perchè ancora Franzesi venivano etiam loro, passo passo, con le artiglierie avanti, sopra la giara, et assà stretti. Et venuti uno mio vicin a nostri, i quali erano fatti in 5 squadroni, si fermò. Et erano avanti nostri zerca 1000 tra cavalli lezieri et balestrieri a cavallo, i quali se tiravano indriedo quanto li nemici venivano avanti; ma fatto alto, Franzesi scaricò assà artiglierie, et comenzono a tender li pavioni (padiglioni) et tende, et ogni altra cossa per accamparse ivi. Qui era el Re con tutte sue zente. In questo interim li Stratioti, li quali erano ascesi el monte per veder qual via tenesseno li nimici, visto lo fermar suo, disceseno el monte, et li andono a trovar da banda manca, a ciò le artiglierie non li potesseno nuocer, et lì se ataccono con loro, per modo che portono gran quantità di teste, cavalli et barde et arme, zoè balestre, spade et armadure di dosso assà: in conclusion, non feceno preson alcuno, ma più de 40 Franzesi amazono, et veneno con questa vittoria in campo nostro. Et visto el Governador che Franzesi non volevano venir a la battaglia, li quali con grandissimo animo desideravano nostri che li venisse, ordinò si tornasse a li alozamenti; restò solum el sig. Redolfo, barba dil Marchexe preditto, con 20 squadre a la veduta, et poi etiam lui si venne a disarmar. Et Stratioti, in quel numero de morti, ne amazò uno capo di squadra, de condition, per quello fo judicato, et portato la testa a li Provedadori per haver el ducato insieme con le altre, questa havea una botta di simitarra sul fronte. Ancora menono alcuni cani brachi bellissimi, tolti ai nemici; i quali rimaseno molto confusi, pur se alozono a pe' dil monte. Et da poi in ditto zorno, Stratioti, cavalli zanetti, Soncin Benzon con li soi cavalli lizieri, ancora dil Marchexe, fonno a le man in diverse hore con i nemici, scaramuzando, e tal fiata ne hanno amazati 15 et 20 senza danno di nostri. Questi Franzesi veneno come disperati, perchè in quella valle non haveano da manzar ni da bever, et in queste baruffe uno solo Stratioto fo ferito, et amazato uno cavallo; et questo è il danno nostri ha habuto ozi da i nemici; et Franzesi stavano con gran guardie, et simel nostri. Era lontan un campo di l'altro solum mia 4, et cussì li Provedadori advisò a la Signoria, come, ad ogni modo, el zorno driedo non potevano fuzire di non esser a le man con nostri, et che si dovesse far pregar Dio ne donasse vittoria, et che tutto el campo erano molto vigorosi et di bon animo, sperando senza dubio haver vittoria; et che dubitaveno non andasse per certe vallade et alcuni monteselli in Piasentina, et che, andando, el Governador con tutto el campo erano disposti de seguitarli ad ogni modo; e che in quel zorno, da poi manzar, zonto era in campo Paris da Lodron con 300 fanti et Jacomo dal Sabion con 100 fanti benissimo in ordene et bella zente; et a hore una de notte etiam zonse altri 250 fanti di quelli di Paris da Lodron. Et, come per una lettera de Daniel Vendramin pagador vidi, che fo presentado a li Provedadori 37 teste, et che per una spia havevano inteso come era morti 20 cavalli dei nemici, per manzar formento; sì che, sforzati, veneno zoso di monti a camparse a Fornovo. Et per una lettera di Anzolo di Mafei, era con lui, vidi che Stratioti 24 investite 80 Franzesi in quel zorno, et ne amazò X et assà feridi, et li messeno in fuga. Item che, per quanto intendevano per spie dil numero di l'exercito, non passava persone X milia da fatti; el resto zente inutile, et nostri era do volte tanti. Item in quel zorno zonse 68 spingarde sopra careti, et se aspettava el resto fino al numero di 260 da Verona; le qual el zorno driedo doveano zonzer; et come zonseno, non havendo più bisogno, li Provedadori quelle remandono in driedo.
Et oltra questa lettera di campo, a hore 20 ne zonse un altra di 6 dil mexe a hore 12; et per non esser ni Conseio di X, ni Collegio, ni Pregadi reduto, fo subito mandato per li Cai dil Conseio di X, et quella fo letta. La qual conteniva, come in campo era venuto uno trombetta, da parte di mons. di Arzenton, dicendo voleva in quella hora venir a parlar a li nostri Provedadori, et veder di conzar le cosse, et voleva salvo condutto. El qual in quella matina venne per tenir in parole el nostro exercito, a ciò Franzesi o andasse via o vero venisse a trovar nostri disproveduti, come di sotto per el successo chiaro si puol comprender.
Da Milan lettere di 6, come el so campo prosperava mediante Stratioti, i quali fevano continue corarie et butini di bestiame, et speravano di breve metter campo a Novara, et piantar le bombarde; et come di 5 da sera, le loro scolte assaltò le scolte inimiche, scorzevano certe vituarie in la terra, et certe artiglierie, et, essendo a le man, nostri li tolse 6 para de buoi che conduceva con li carri ditte cosse, et tagliato li sacchi de formento erano su li muli, a ciò el formento se spandesse. Ma che li venne socorso, per esser sotto le mura di Novara, et nostri convenne lassar le artiglierie, era 6 passavolanti, li qual veniano di Aste, et libere introno in la terra; et che 'l Duca attendeva a intender el successo de questi campi, dove consisteva el tutto.
Di Zenoa, come l'armata era assediata dove ho scritto di sopra; et che 'l Duca havia mandato dil suo campo a Zenoa....., le qual a dì 3 se partì, et che doveano esser zonte. Ma qui a Zenoa a dì 6 acadete certe novità: li partesani di la terra con quelli de li borghi, nei qual ne intravene qualche Franzese, et ne fo morti et feriti assà. El cardinal san Piero in Vincula, el cardinal de Zenoa, et d. Obieto dal Fiesco prothonothario, erano a quelle riviere, et Filippo mons., per el qual el Re mandò a dir dovesse lassar quella impresa, et redurse col suo exercito a la volta de Pontremolo, perchè voleva discender i monti. Et etiam in questo zorno Bernardo Contarini scrisse a la Signoria di progressi di Stratioti, la qual qui sarà notada.
Copia de una lettera.
Serenissimo Principe et Sig. mio. Heri, a hora prima di notte, significai a Vostra Excellentia del prender di XII villani da Novara, et 8 sacomani con i loro muli et cavalli; hozi, credendo che li nemici voleseno far le loro vendete, montassemo a cavallo, zerca 250 Stratioti, et andassemo verso Novara. Io mandai avanti 50 cavalli solum, per incitarli et farli venir fuora de Novara; non gli ha bastato l'animo ussir. I nostri sono corsi fino a le porte, et siamo stati salutati da passavolanti, spingarde et balestre; tra i qual, do colpi de ditti passavolanti hanno dato in mezo di la campagna, et havemo portato le ballotte de piombo de ditti passavolanti in campo, et sono de pexo lire 10 l'una. Io non so qual sia el rispetto de la Excellentia de questo Duca, che fino questo zorno non habia provisto di far che 'l se vadi ad alozar nei borghi de Novara.