Questa sera havemo hauto aviso da missier Piero Carazolo, quale mandamo in questi dì al Ducha de Melfe et al Duca de Gravina, come ditti Duchi hanno già alzate le nostre bandiere et si sono reduti a la nostra fideltà, et che erano in camino per venir ad trovarse con le zente loro. Similiter questa sera è venuto da noi lo canzelario del conte di Capaze, el qual ne ha affirmato, per parte de ditto conte, come sarà lo simile incontenente; et che manderia subito da noi lo figlio con le zente soe. Da Amanthea è venuto uno nostro fidato, et qual partì Domenica di quella città: dice che passando dui dì avanti per Cosenza, intese che mons. di Obegnì stava malissimo, te che da poi essendo in l'Amanthea, venne nova che era morto. Come sarà la nova certa, ve ne daremo aviso; fra tanto del preditto darete noticia a la Santità dil Nostro Signor, et a lo Ill.mo et Rev.mo Vicecancellier nostro patre, et al magnifico don Gracilasso, ambassador de Castiglia, perchè semo certi ne haveran piacer. Le zente franzese che sono in Calabria erano divertite ad Tropeya, et stavano de lì intorno, et ogni dì se presentano a la terra la qual sta fortissima. Et lo Rev.mo Cardinal scrive che di quelle cosse stieno di bon animo, et che ne lassemo lo pensier a lui.
Date in Castel nostro Capuano, Neapolis, 22 Julii 1495.
Rex Ferdinandus
Chariteus.
A tergo: Magnificis viris Aloysio Ripol et Berardino Francho secretariis et consiliariis nostris dilectis.
Et a dì 25 zonseno a Napoli el Duca preditto de Gravina et el Duca de Melfi con le militie loro. El Principe de Altemura smontò a San Cathaldo in Puia, et quel Duca si dete a lui a discreptione di la Majestà dil Re; demum andò a trovar el nostro capetanio zeneral con le tre galie havia, poi andò a Manferdonia per alcune reliquie gallice, che de lì se atrovava. A Napoli, preso el molo, fo messo per re Ferandino alcune artilarie tiravano a l'armata franzese. A dì 26 de notte el sig. Prospero Colonna con una galia partì de Napoli per andar dal Principe di Bisignano so parente, per condurlo a ubidientia dil Re. El prefetto de Senegaia era a Sora, indurato in nimicitia con el prefato Re; el qual pochi zorni avanti fo scritto, per via de Ravena, a la Signoria era morto, tamen non fo vero; pur era amalato.
A dì 27 lì a Napoli venne nova, el Principe de Altemura havia habuto, oltra tutte le forteze de Puia, anche el Monte de Santo Anzolo; et che tutte quelle zente franzese, di le qual era capo uno don Juliano, dovevano venir de lì assecurate. Et a dì 28 da matina con le bombarde fo profondato una de le barze franzese lì a Napoli. El conte de Monte Odorisso, fratello del Marchexe de Pescara, che fo ferito da' Franzesi, come ho ditto, stava pur cussì; poi varite. Et el consolo nostro, a dì ditto, havendo ricevuto lettere di 26 da Roma, andò in Castello da la Majestà dil Re, el qual li disse, Soa Majestà havea scritto in questa terra, dimandando l'armata nostra in suo aiuto; et che 'l favor de quella armata havia grandemente zovato a tutte cosse sue, incomenciando da quello fo facto a Monopoli, per la pertinentia de quelli, che exinde tutte altre terre fonno più facilmente venute a obedientia. Per el qual benefitio grande, disse Soa Majestà, siamo per haver perpetuo obligo verso quella Ill.ma Signoria, come havemo et haveremo; et che sperava haver di breve il Castel nuovo, perchè el cavo (capo, capitano) era stato a parlamento con il conte de Trivento, et che comenzavano a patir; et Castel di l'Ovo ha segnato, quello farà Castel nuovo, etiam loro faranno. Item el Re mandò el sig. don Cesare con zente a Taranto, et speravano si darà incontinente. El Prencipe de Salerno se intese in castello era amalato. Et in questo zorno di Napoli se partì uno ambassador deputato a Roma al Pontifice, chiamato Hieronimo Sperandio, dottor, che alias vi fu, et anche in questa terra, come ho scritto di sopra.
Exemplum literarum Regis praedicti.
Rex Siciliae etc.