A dì 9 ditto, nostri corsse et spianò uno castello chiamato Bulgaro, fra Novara e Verzei; item, seguiteno di dar el guasto a Novara, tagliando arbori, vigne etc.; et stratioti prese do franzesi et alcuni chariazi; a la volta di Verzei fo mandato altri 400 fanti.

A dì 10 ditto, el nostro campo se levò dove era, et vene a conzonzerse con quel dil Duca de Milan, vicino a Novara, in uno locho chiamato Caxuol; et li Provedadori alozono in castello, el capetanio et altri di fuora; li pavioni (padiglioni) e tende erano stese, bellissimo veder, et li stratioti a la campagna, et Bernardo Contarini sotto una trabacha.

A dì 12, per spie inteseno el Re esser tra Turin et Chier, con la inamorata sua a Chier, dove spesso andava et stava a piaceri, recreandossi alquanto de li affanni portati. Et a dì 11 vene uno trombeta suo in campo a dimandar uno preson; el qual disse, Soa Majestà era a Chier, aspetava zente, et veria a Verzei poi a combatter con nostri.

In questo zorno vene fuora de Verzei zercha 100 todeschi, si atrovava ivi col Re sotto il Traulzi; et questi veneno per il comandamento di loro capi sguizari; et, venuti nel nostro campo, ebbeno soldo. Et anchora di altri sguizari di Novara ussite, in summa numero 250 in tutto, e tutti fonno charezati, e dato soldo da' nostri.

Quelli dil campo duchescho menava in longo di dar el guasto a Novara, et di ozi in domane menava la cossa; tamen pur da la sua banda poi conveneno dar.

In Novara fevano gran repari, et ogni zorno se fortifichava sì dentro come fuori; non haveano vin ma ben axedi, di li qual ne bevevano quelli baroni, con zucharo butado dentro; formenti assai, et feceno molini cinque da man; et cussì masenavano in farine; fevano pan negrissimo et chativo; carne poche, nè non ve haveano se non di chavallo. Et perchè scharamuzando con thodeschi ogni giorno franzesi, pur ne era feriti qualche uno, et volendolo miedegar, dicitur el vuovo valleva soldi 30 l'uno, cossa incredibile, per non esser galine. Questo tutto si have da uno nostro prexon che fuzite; ogni notte fevano signali de fuogi, dimandando soccorsso.

A dì 14 ditto, dil campo duchescho se partì alcuni homeni d'arme, capo uno fiul fo dil conte Zuan Boromeo, et andò a li alozamenti. Li provedadori si dolse con el sig. Galeazo, capetanio, et con el conte de Chaiazo. Risposeno, non saper nulla, et che provederebbe a questo.

Fo scritto a Millano al Duca, mandasse 2000 guastadori in campo, per esser gran bisogno per le cosse acadeva.

In questa matina, per uno di Monferà, partì di Novara, inteseno el Duca de Orliens fece far una crida, che, in termene di 3 hore, tutti quelli non haveano soldo si dovesse partir di la terra, con tutte le meretrice et li soi homeni; unde se partì tunc 150 homeni non haveano soldo. Item, mazenavano al zorno, con quelli molini da man, da manzar per 100 homeni et non più; non bevevano vin za zorni XV, per esserli manchato. Dil Re si divulgava a dì XV dovea esser a Verzei, tamen indusiò qualche zorno a venir.

In ditto zorno zonse in campo borgognoni 60 a piedi, belli homeni et ben armadi. El capetanio zeneral volsse si toleseno a nostro soldo per uno mese, a fiorini 4 di Rens per uno; erano stati a Milan, sperando el Duca li desseno soldo più di un mese, et ebbe solum uno fiorin per uno.