In questo zorno zonse in campo Orssato Morexini, pagador, con ducati 18 mille. Li andò contra Bernardo Contarini con alcuni contestabeli et stratioti.

Quello andò a Turin, per tuor il salvo conduto per il Nontio dil Papa, ritornò dicendo bisognava saper la sua nome.

Per do sacomani de Reame, era con Zuan Jacomo de Traulzi, fuziti di Verzei, venuti qui, et riferiteno li soldati taliani in Verzei esser mal voluti da' franzesi, et che alozano separati da loro, et in tutto sono da 8 in 10 millia persone, tra le qual 2000 alemani et alcuni guasconi; et che era zonto, za tre zorni ivi, el sig. Constantin Arniti, venuto da Monferà con cavalli 40, et aspettava il resto fin 100 homeni d'arme; cento era con il Traulzi, el resto franzesi; et vollevano metter li pavioni fuora di la terra, ma pur terminono de aspettar el Re; tamen haveano gran paura de stratioti; dopoi che i preseno i ballestrieri dil Traulzi, dicevano voler venir contra nostri e intrar in Novara.

A dì 17 el Duca de Milan scrisse in campo, esser contento si cora a Verzei, et si riportava al suo capetanio; et cussì consultato, el conte de Petigliano et el conte di Chaiazo erano di oppinione. Ma pur el sig. Galeazo slongava.

El capetanio zeneral nostro, migliorato, ussì di lo alozamento, et vene da li Provedadori; tamen non era ben varito.

In campo nostro era za zonti 40 homeni d'arme di la conduta dil Duca di Gandia, sotto questi, videlicet: sotto il conte Christofaro di Gonzaga, numero 20; sotto Iacomo da Poiana, vicentino, numero 8; sotto Zenon Avogaro, da Treviso, numero 8; sotto il Zenoese, era con il prefetto, numero 2, et do altri separati. Questi erano mediocremente a cavallo, ben armati, atti homeni a cavallo, ma in arte militar inexperti, dil Zenoese in fuora. Haveano habuto ducati 30 per curaza da domino Aloysio Becheto, orator dil Papa qui a Venetia.

Venne Francesco Grasso da Roma, et 4 contestabeli, zoè Zuan da Feltre, et tre altri. Li Provedadori li tolseno, et li dette 100 provisionati per uno, zoè di 150 page di Alvise Lanza, et 100 di provisionadi fo dil Cicogna, el qual era partito senza licentia. Item pagò 200 di Bernardin di Ugoni, era amalato et partito di campo. El residuo di quelli fo di Zuan Biancho de Sicilia et di Zuan Anzolo di Urbino. Et a li presone de li contestabelli deteno provisione; et oltra di questi fanti, la Signoria scrisse dovesseno far 200 elemani, non potendo haver nè desviar quelli era con il Re et duca di Orliens in Novara; et li Provedadori li mandono a far, come dirò.

A hore 3 di notte zonse una spia di Verzei, et notifichò come dovea venir cavalli 300 di farine per entrar in Novara, li qualli doveano partir a hore una di notte, e far più di 20 mia quella notte, e venir in la terra, e slongava la strada X mia per andar per vie sigure. Et el capetanio zeneral subito, licet fusse amalato, montò a cavallo et fece metter in hordine le zente, zoè 700 homeni d'arme, et Bernardo Contarini dete la mità di stratioti et alcune fantarie. Et a hore 4 andono a la volta di Vespola, mia 5 dal campo, versso Vegevene, perchè doveano ditta scorta et vittuarie far quella via. Anchora in quell'hora montò a cavallo el sig. Galeazo, capetanio zeneral dil Duca de Milan, con homeni d'arme 400, fanti alemani 5000, et esso Bernardo Contarini con il resto de stratioti; et andono a la volta di Novara, in su la strada maistra versso la montagna, e lì dimorò per fino a do hore di zorno. Visto non pareva niuno, el sig. Galeazo ritornò, et cussì etiam era ritornato el capetanio. Ma Bernardo Contarini, desiderando con li stratioti di far qualcossa, andò per quella strada maistra versso la montagna, et, chavalchato mia 8, si voltò per costa verso Verzei, visitando molti castelli, era prima dominati per franzesi, ma per stratioti reaquistati; et, acostato a uno castello chiamato la Badia, mia 3 vicino a Verzei, et non potendo haver alcun li venisseno contra, se non che trovò in una ara cinque franzesi con assa' femene che tribiava; et li franzesi volendo scampar, li stratioti li azonze con le lanze in la schena, ne amazono tre, do feriteno a morte, dei qualli non si potè far alcuna examination. Et cussì ritornò stratioti a li loro alozamenti.

Quelli di Novara mostrava fuogi et li studava, poi di novo li apizavano; per i qual signalli dimostrava esser in gran necessità, dimandando soccorso da Verzei.

A dì 18 ditto, essendo stato la notte avanti el capetanio zeneral nostro per aspettar venisseno quelli cavalli con le vittuarie, et non essendo venuti, dubitando la notte seguente non venisseno, mandò el conte Carlo de Pian de Melletto et Carlo Secho con bona suma di zente su la strada, da la qual via havevano più sospetto.