El castello non restava de trar continuamente a la terra; ruinava ma non però amazasse niuno. Et a dì 7 ditto si scaramuzò nostri con alcuni ussiti fuora de ditto castello; de i qual fo morti 9, et alcuni presi; et de quelli de Ferandino fo morto uno sollo. El capetanio zeneral nostro, per quanto inteseno a Napoli, era ancora a Monopoli con 14 galie; el resto havea mandate contra Camallì; el qual, come la Signoria have aviso per lettere de Levante, era con 6 fuste benissimo in hordine sora il Zante, in conserva con do fuste de mori, et volleva andar a la volta de Barbaria.

A dì 14 ditto fo preso el barco, ch'è uno loco a presso Castel nuovo.

A dì 15 avosto, preso il barco a Napoli, el Re comenzono atender a Santa Croxe, dove franzesi si haveano fortifichato, et faceva gran diffesa; et di monasterio era, si fece fortezza.

Questa matina fo ferito don Zuan de Zervigliano da' soi medesimi per disastro, non però di pericolo.

Et el Re, a dì 14 da sera, have nuova esser acordato con soa Majestà el sig. Fabricio Colonna et lo conte di Populo et l'Aquila e tutto Apruzo; per conseguente tenivano haver di brieve; et il marchexe de Bitonte a hora potrà venir a Napoli, qual prima non potea passar per questi nominati di sopra.

A Napoli aspettavano con desiderio el Vescovo di Melfe con le zente pontificie, doveano andar in soccorsso dil Re.

A dì 25 ditto, zonse a Napoli do nave grosse de zenoesi, zoè una chiamata la Negrona e l'altra Camila, benissimo in hordine; et il secondo zorno che le zonseno, alcuni franzesi montono in uno bragantin per andar in le ditte nave e dar partido a quelle, et quei dil Re preseno el ditto bragantin con ditti franzosi; tra i altri era el patron de la galiaza de Belcari, et el patron di la nave armada, et il tesorier di franzesi; e tutti fono menati al Re per presoni.

A dì 27 comenzò el Re a far bombardar Pizafalcon, si teniva pur per franzesi, et butono gran parte di muraglie zoso, et sperava di breve haverlo; unde franzesi dimandava acordo, et il Re non si curava. Et per più chiara intelligentia di le preditte cosse, qui ponerò il summario di alcune lettere scritte a la Signoria nostra per Lunardo Anselmi, consolo a Napoli, che narra tutto el seguito. Et prima:

Come per la lettera di 4 Avosto apar, che havia inteso da la regia Majestà come el marcheze de Peschara era tornato, per non haver trovato quelli che pratichavano acordo per Fabricio Colonna; et che el sig. Prospero era ivi a li repari, in luogo dil prefato marchexe; et che el Re havia mandato 300 cavalli a rincontro de quelli li saranno contrarij; et che reputava el sig. Fabricio suo et il conte di Populo; et erano andati con ditte zente el Duca de Melffi, el sig. Hieronimo Totavilla, el conte de Venafro; et che a dì 3 era ussito di castello mons. de Clarius, el qual era stato ivi ambassador per il Re de Franza in tempo di Marco Antonio Moresini, kavalier, orator veneto; et con lo ditto ussite 4 altri zentilhomeni d'assai, et fonno in longo ragionamento con la Regia Majestà; però non ce fu niuna conclusione; et il Re sperava presto haver ditto castello; et che di le zente di Calabria, era con il Vicerè morto, tamen è da saper non era morto, licet cussì si credesse, el Re tentava haverle a' suoi servitii. Item, come Soa Majestà havia habuto gran piacer di l'orator creato per venetiani, et che il castello non cessava di tirar a la terra di Sant'Elmo, pur se tirava anche al castello et dal muolo a l'armata...., la qualle ogni trato se diminuiva. Et per lettere di 5 ditto, come el Re li havia ditto, haver habuto aviso dil zonzer di domino Hieronimo Sperandeo, orator suo a Roma, solenemente riceputo; et li andò contra, tra li altri oratori, Hieronimo Zorzi, kavalier, orator veneto nostro. Item, che il castello tirava al continuo, era di gran molestia a la terra; et la Majestà Regia pur ogni zorno era a li repari.

Ancora ditto cònsolo scrisse a dì 30 Avosto a la Signoria una altra lettera di questo tenor. Le cosse di questo Re succedono ben; continuamente se atende a ruinar Pizafalcon, qual è in parte disfato; et, obtenuto quello, haranno Santa Croce et l'armada; la Majestà dil Re spera poter bombardar el castello, et haverà il fosso; et mandava a pigliar a Roma con una galia do bombarde grosse, che il Pontifice li consente, et ne haverano un'altra, che saranno tre; etiam ha deliberato mandar a Gaeta certe galee et barze, et fino 500 fanti per terra con alcuni boni capi, perchè ha qualche intention da quelli cittadini. Li ha ditto haver di Calabria, quelli spagnioli haver preso Terra Nuova et Monte Lione et uno altro loco; el prencipe di Altemura si preparava per Taranto, qual si l'haverà per le vendeme, che sono ogni loro sustantia, oltre le peschason che non ponno dispensar; et andò a questo modo. Questo legato l'altro heri fè convochar segii et molti zentilhomeni, a li qualli, per parte dil Pontifice, rende gratie di buon portamenti di questa città, in haver con tanto amor receputo la Majestà dil Re, con molte aconze parole; et che, quanto al juramento fatto al Re de Franza, Soa Santità absolveva ogniuno, pregandoli etiam per parte di quella, che volesseno continuar in questo buon vollere, secondo haveano incominciato. Li fo, per quelli, risposto ben a proposito. Venafra in questi dì alzò le bandiere; et cussì se attende habbi a seguitar per tutto l'Aprucio, mediante le opperation collonense et del conte di Popullo; et che per lettere di Trani, di 23, li stratioti nostri haveano fatto gran preda de bestiami, tra Altemura, Gravina et Matera et tutto quello paese, de più de capi 6000, et a quell'altre bande de Venosa et Spinazola, de più de 4000 tutti grossi.