Item, come era ritornato Prospero Colonna con la conclusion dil Principe di Bisignano, conte di Cosenza etc., li qualli tutti erano contenti di venir a l'ubidientia di quel Re. El vicerè de Calabria, mons. de Obegnì, se morì; et quelle zente erano rimaste con disordine, el Re atendeva a condurle per sè; tamen non fu vero ditta morte. Item, che il castello di Trani si teniva, non obstante la venuta dil Principe di Altemura, il qualle havea ordinato la battaglia, et datolo a sacho; al primo intrar, saltem ducati 200, al secondo 100; et che eri era stà profondata un'altra barza, et un'altra pur in quel medesmo colpo passata et ingalonata. Et cussì ogni dì se indebeliva le cosse francese. El conte de Monte Odorisso steva pur grieve, et el Re era stato in quel zorno a visitarlo, perchè molto lo amava.

A Roma cosse seguite.

El Pontifice a Roma, volendo aiutar re Ferandino, elexe uno legato a Napoli, chiamato el prothonotario Borges, suo nepote, di natione spagniol; et da questo Pontifice fatto arziepiscopo di... Et a dì 19 Avosto partì di Roma, ed andò versso Napoli.

A dì 21 ditto, vedendo esso Pontifice le continue spexe et operationi de Venetiani contra el Re de Franza, per ben de Italia, scrisse uno brieve, el qual sarà qui sotto scritto, laudando molto la Republica. El qual fo translatato in terza rima per Zorzi Summariva sopra nominato, et butato a stampa.

A dì 28 ditto, in Roma, Hanibal, fio dil sig. Jullio di Camarin, era già soldato di la Chiesia, con le sue zente d'arme zercha XI squadre, et poi fo mandato a Napoli in aiuto dil Re preditto.

A dì ditto, el castelan di Hostia, chiamato Monaldo di Guerra, franzese, però che ancora si teniva per esso Re, fece squartar uno; et questo perchè diceva el Pontifice lo havia mandato, a ciò lo atosigasse; tamen, ut dicitur, non era il vero; pur lo fece squartar, licet fusse molto suo amico, et homo di reputation.

Exemplum brevis sanctissimi Domini nostri ad Ducem et Senatum Venetorum[142].

Ancora el Pontifice, havendo per avanti scripto al re di Franza, lamentandose del suo capetanio de Hostia, che deva noia a' romani et a le vittuarie li veniva, unde el Re fece risposta. Etiam scrisse a ditto capetanio, le qual do lettere sono queste sotto scritte.

Copia di una lettera dil Re de Franza al Pontifice.

Sanctissimo D. N. Papae.