Et essendo mancato di la prexente vita, come di sopra ho scritto, a Milano Battista Trevixan ambassador di la Signoria, andato ivi insieme con Sebastiano Baduario cavalier, et a dì 24 Dezembrio espirato, el Duca lassò passar le feste de Nadal, et poi venne di Vegevene in Milano, et ordinò solenne esequie nel domo a detto cadaver di questo ambassador veneto, o vero a la sua cassa, perchè el corpo mandò per Po a Venetia, et qui fu sepellito. Or a dì 4 Zener di domenega fo fatto ditte esequie, andò el Duca con la sua corte driedo, con tutta la chieresia de Milano, et l'andete el funere con bellissimo ordine.

Ancora Sebastian Badoer cavalier, rimaso privo del carissimo collega, non stette molto ben, et si ammalò, però di mal vecchio, per la sua gamba; preso ditto mal per disagi portadi in varie legatione. Et Zorzi Negro suo secretario spesso andava, avanti el Duca ritornasse a Milan, a Vegevene a consultar. Et el cargo dil governo de Milan restava a Bortholomio Calcho primo suo ducal secretario, et homo de grandissimo inzegno et pratica.

Consultava sapientissimamente Sebastian Badoer con el Duca, dimostrando non faceva per niun potentato de Italia che questo Re de Franza havesse dominio in Italia, et eran tante le savie parole sue, che el signor Duca faceva grande extimatione di consultar con quello. Et ritornato da Vegevene per star fermo con la corte de Milano, havendo za queste feste de Nadal butado zoso e corrotto et panni lugubri portava per suo nepote, et cussì tutta la sua corte, et molto carezava ditto nostro ambassador, sì per esser homo di primi nostri patricii et di grande autorità, quam etiam per dimostrar faceva caso di la Signoria più che de niuna altra potentia de Italia. Tamen se dubitava che re Maximiliano non venisse etiam lui in Italia, per andar a Roma a incoronarse.

Ancora mandò el conte de Cajazzo con 400 cavalli lizieri et alcuni fanti, et dovea seguirlo 150 homeni d'arme per andar verso Roma in aiuto dil Re di Franza; ma inteso le novità de Pisa con Fiorentini, quello mandò in Pisa, dove stette alcuni zorni, poi andò dal Re.

Oltra de questo mandò per madona Catharina signora de Forlì, et mugier fo dil conte Hieronimo, che dovesse venir a Milano. Et lei non volendo, fece cavalcar el signor Fracasso di S. Severino con alcune zente, et uno Sigismondo da Sonzin verso Imola et quelli lochi, tamen poi non seguite nulla.

Li ambassadori di re Maximiliano partino da Milano et andono a Fiorenza a domandar passo et vittuarie, et el suo Re veniva con 30 milia persone a incoronarse a Roma, et se divulgava voleva far do vie le soe zente, una per la via de Cuora (Coira) et de Milano, l'altra per Trento et passar sul Veronese et ridurse a Bologna, et ivi far la massa et andar tutti insieme verso Roma, ma per quest'anno non venne.

Et apropinquandose el tempo dil parturir de Beatrice moglie dil duca Ludovico de Milano, parse a soa sorella mazor madona Ixabella moglie dil marchexe de Mantoa de ritrovarse a ditto parturir: et cussì andò con bellissima compagnia et etiam madona Anna moglie di don Alphonso fiol dil duca di Ferrara et sorella che fo dil duca Zuan Galeazzo morto, et cussì ditte donne se ritrovono a Milano in questi zorni dove fo fatto bellissime feste. El marito marchexe stava in pratiche de accordarse con la Signoria et renovar la conduta, tamen pur el voleva titolo de Capetanio Zeneral de Terra, o vero più quantità de danari, promettendo ogni fideltà, mandar la moglie et fioli in questa terra, che fusse mandato governator patricio a Mantoa etc., et quello seguite et el modo fo poi accordato di sotto sarà scritto.

Da Ferrara per lettere di Zuan Francesco Pasqualigo dottor et cavalier vice domino se intese come el Duca era ammalato, et che havea fatto uno editto, che in tutto el suo dominio più non si dovesse spender monete de arzento de niuna sorte et qualità, sia qual si voglia, sotto grandissime pene, excepto tamen quelle di la Signoria nostra. Questo fece per la grandissima quantità de monede varie che ivi, per esser luogo di passo, si spendeva continuamente, et faceva gran danno.

A Venetia havendo mandato a tuor la Signoria in alcune isole in Arcipelago per via di Hieronimo Venier, che de alcune è signore, molti falconi pellegrini, i quali costa assai ducati, et più di X ducati l'uno; et questi zonti, non senza difficultà portati per mar, deliberono di donarle a li ambassadori erano in questa terra, et ne mandò a donar 20 a l'ambassador dil Re de Franza, 20 a l'ambassador dil Re de Spagna, 10 a l'ambassador dil Re de Napoli, 10 a l'ambassador de Milano, 5 a l'ambassador de Ferrara, et 5 a quello de Mantoa; i quali ambassadori accettono libentissime, come cosa regia, per mandarlo a li loro Signori da parte di quella Illustrissima Signoria, per esser cosa di farne grande extimatione. Ma l'ambassador de Napoli, essendo el Papa accordato con el Re de Franza, quelli remandò indriedo a la Signoria, dicendo el suo Re al presente li bisogna altro che mandarli falconi pellegrini; tamen molto ringratiava quella, et che in ogni altro tempo haria habuto el Re per el più singular dono li fusse mandato. Et inteso questo da Monsignor di Arzenton, ambassador de Franza, mandò a dimandar al Prencipe li volesse concederli per monsignor Duca de Orliens, era in Aste, dicendo havea gran piacer di tale cose. Et cussì etiam questi X fonno mandati a ditto ambassador, et tutti fonno mandati al loro Re, infino in Spagna ch'è tanto da lonzi et non senza gran difficultà. Et conveneno portarli su stange per terra con gran spesa et etiam al Re de Franza, al quale li fo presentadi, partido fo di Roma.

In questi zorni venne a Venetia el conte Ludovico Boscheto ambassador dil signor de Rimano, licet vi fosse uno altro suo qui chiamato Antonio de Cochiaro dottor, et venne per rifermar el soldo havea loro Signorie con questa Signoria, però che era compita la ferma. Et poi che stette alcuni zorni, ditto signor di Rimano fu conduto, et cressutoli cavalli 200, ita che vien haver 100 homeni d'arme, come dirò di sotto.