A dì 5 Mazo l'ambassador dil Re de Franza monsignor di Arzenton andò a Lio a veder la mostra di stratioti, et darli le page, per Piero Duodo proveditor. Li quali stratioti feceno la mostra corando per la marina, et, nel correr sul Lio, uno cavallo di uno stratioto subito cadè morto, che fo mirum quid; et secondo el consueto, per la Signoria nostra li fo pagato uno altro cavallo, et dato ducati 15. Se aspettava uno araldo dil Re deputato in questa terra, era za partito di Napoli, et se stava con desiderio de intender quello richiederla el Roy.
In questo medemo zorno nel Consejo di Pregadi fo messo XI galee grosse, secondo el consueto, a li viazi di Levante; zoè tre al trafego, 4 in Alexandria, et 4 a Baruti; et, incantate a Rialto, trovato li patroni, fo detti li loro capetanei: al trafego, Sebastian Contarini, che investì Chamalli corsaro, come ho ditto di sopra; Alexandria, Alvixe di Priuli; et a Baruti, Marco Orio. Et ancora per avanti fo messo do al viazo de Barbaria, capetanio Jacomo Capello. Quelle de Fiandra non andò, ni etiam fo messo galie al viazo di Acque morte, per causa non intervenisse qualche danno dovendo mercadantar in le terre dil Re de Franza. Le qual cosse erano segnali di voler venir a la guerra.
A dì 6 ditto venne in questa terra uno ambassador dil Re di Romani, chiamato domino Philiberto, natural, di natione bergognon, et prothonotario et preposito di certa chiesa; el qual havia etiam commission dil Duca di Bergogna, fiul di esso Re de Romani, et era stato a Milano, andava al Pontifice. Li fo mandato contra con li piati fino a Lizafusina assà patrici, alozò a San Bortholomio in caxa di Piero Pender mercadante tedesco, a spexe pur di la Signoria. Et a dì 8 andò a l'audientia. Fo divolgato dimandò danari in prestedo per venir el suo Re in Italia. Poi a dì 20 ditto se partì, et verso Roma andò, ma trovò el Papa a Perosa.
Ancora per lettere di Hyeronimo Gritti podestà et capetanio a Roverè, nostri (furono) certificati come a Trento si faceva gran preparamenti, expetando el Re de Romani veniva in Italia, et era 9 zornate lontano, havendo conzo le cosse del Duca di Geler (Gheldria) et altri baroni, et che 2000 cavalli era venuti, et cussì erano in da far. Per le qual nove, nostri expedì li oratori eletti a Soa Majestà, i quali a dì 4 ditto se partì de qui per andarli contra, tamen non fo nulla; et ditto Maximiliano volse star a Vormes a far la soa dieta, come dirò di sotto, et non venne questo anno in Italia, benchè mandò alcune zente poi in soccorso di la liga.
A Milano el Duca ritornò a dì 4 Mazo da Vegevene per far le cerimonie di la investitura; et a dì 7 ditto partì de qui Hieronimo Lion kavalier eletto a Milano, et li altri do andavano in Spagna, i quali, insieme con Sebastian Badoer, si dieno ritrovar a questa solennità, el qual poi dea repatriar. Et ancora zonse el conte di Caiazo, era stato a Napoli col Re de Franza, et dette optima informatione dil tutto al Duca. El signor Galeazo col campo seguiva la impresa de Aste, et andono per haver uno loco ivi vicino chiamato Staze, et quello preseno, et Franzesi ussite di Aste et fonno a le man. Ne fo morti molti di una parte et di l'altra; qual havesse la pegior non se intese, ma pur, judicio meo, Franzesi fonno quelli dil manco danno. Tamen dimandavano trieva per acordarsi, et Milanesi non gela volseno dar, et in Aste era grandissima carestia: se divolgava molti manzava gramegna, per esser assà zente venuta, et è da creder vi fusse penuria, per esser piccola terra et di passo, et za tanto tempo continue andar inanzi e indrio Franzesi, et Milano haver devedato vi vadi vituarie, che prima vi andava assà dil milanese. Ancora fo divolgato di là da le Alpe esser assà zente franzese per passar di qua, le qual per le acque venivano di le neve si descolavano de li monti, non potevano passar. Et el Duca de Milano, deliberato de mantenir la liga, et informato come el Re vegneria a Pisa et forsi a Zenoa, come diceva el Conte de Caiazo, dito Duca fece armar le X galie che 'l Re voleva prima farle armar lui, et ancora quattro nave, come ho scritto; et volse Venetiani contribuisse a la spexa, et cussì li fo mandà alcuni danari a Zenoa, et consultato di far presidio a Pontremolo in Parmesana, passo principal dove el Re dovea passar ritornando per la via andò. Et però esso Duca dimandò 100 elmeti et 500 cavalli lezieri et 2000 fanti et etiam 2000 sguizari, et ha vendo queste zente con le sue lui meteria, erano bastante a tenir quel passo, et za lui havea mandato alcune zente ivi a redurse. Et inter patres disputatum quid faciendum, preseno di darli quello domandava; et ordinò a certi condutieri si redusesse a li alozamenti in Brexana; ancora li offerse 1000 cavalli erano in Romagna, et che li sguizari, potendo haverli, erano contenti di pagarli. Et le mostre fo fatte, come ho ditto di sopra, a dì X Mazo tutte in uno zorno. Et a dì 4 ditto nel Consejo di Pregadi, bisognando haver danari, fo messo do decime al Monte nuovo, a pagarle tutte do in termene di uno mexe, zoè XV zorni la prima, et poi la seconda; et fezeno altre varie provisione, volendo al tutto star preparati.
Al principio di questo mese di Mazo, nel nostro colpho, sopra la Muranela et il Sorzador in mar fuora di do castelli zerca mia 7, pescadori trovono tre pesci grandissimi, chiamati Cai di oio, uno grande come una galia et cussì largo, et altri do più picoli. Questi ha la testa grande, et occhi più grandi assai dil suo dovere, ha una schena molto grossa, piena di pantane etc.; adeo che fo dà, per cadaun pescador che pescavano, di una giavarina, et non li nosete (nocque), imo la giavarina si storzè, tanto è dura la sua pelle: par uno scoio in mar. Con grandissima fatica si pigliano, et pericolosi, si navilii trovano, però che, movendo la coda, fa grandissimo mar, et trazeno l'acqua molto in alto; pur se ne piglia qualche uno, perchè con syroco è mandati a terra, et toccando terra, maxime sabion, non puol partirsi et è amazati, et a pezo a pezo vien taiati et messo a brusar, che vien a modo oio, el qual è posto in botti, et, ut dicitur, di uno cao di oio alias fo tratto a presso 100 botte di oio. Or ditti pesci, poichè steteno in questo mar alcuni zorni, et in Venetia tutti parlavano, desiderando venisse syroco per poterli piar, perchè di raro, imo nunquam in questo mar adriatico è visti tal pesci (benchè dicono alcuni pescatori za anni XXV ne venne uno altro cao di oio, fo judicato venisse driedo le galie di Barbaria venute in questo tempo, capetanio Francesco Bragadin), ma poi andono via, nè più se vedeno et ritornono in altri mari a dimorar.
In Puia, per lettere de primo Mazo se intese come la Rocca de Bari havia levato le insegne dil Re di Franza a questo modo. Che essendo castellan ivi uno napoletan chiamato Bernardino Podorico, et uno suo fratello Zuan Antonio Podorico che era thesoriere di re Alphonso se ritrovava in Napoli con la moier et fiul, unde el re de Franza fecelo retenir in castello, dicendo al tutto voleva suo fratello li desse la Rocca di Bari, et lo mandò con custodia fino a Bari, con conditione, si in termene de tante hore non facesse di haver la Rocca, lo faria impicar. Per la qual cosa el fratello castellano, vedendo el termene era el fratello, si rese et levò ditte insegne... montò con la sua robba su una nave, et andò a Brandizo. Questa città de Bari era dil signor Ludovico nunc duca de Milano, et a lui fo donata insieme con do altri luogi, zoè Modugno et Pallo, et de queste tre terre scodeva le intrade et havia il titolo Duca de Bari: ma in queste novità re Alphonso non li volse dar el dominio di la Rocca, et etiam lui scosse le intrade, come ho scritto di sopra. Ma poi questo Re de Franza li fece privilegii de ditti luogi, ma a hora ha habuto la Rocca che prima non havia; tamen in le terre era governadori di Ludovico.
Da mar el capetanio zeneral a dì primo Mazo ritrovandose a Corphù con 12 galie, et feva conzar et impalmizar le galie per andar al Saxeno, dove era Hyeronimo Contarini provedador di l'armada con 7 galie, et adunade tutte sarebbe galie n.º 36, con quelle tre ve andava de qui et quelle si armava in Candia. Et scrisse a la Signoria che lì staria ad aspettar il mandato di quello haveva a far. Et Antonio Loredan, el qual con do galie dalmatine andò in Calavria a sopraveder quelle cosse et trovar l'armada di Spagna, in questi zorni ritornò a Corphù et notificò al zeneral haver visto lì in Sicilia ditta armada, caravelle 54, una di le qual di botte 2000, dove stava el capetanio, el conte de Trivento, et zerca 12 di botte 400 in suso. Item ditta armada non esser molto in ordine di zente. Et ancora havia visto 12 galie et 5 nave di re Ferandino con la ditta armada, sopra le qual era esso Re, et li fece optima compagnia per l'amor et afetion portava a la Signoria, raccomandandosi a quella.
A dì 11 Mazo, Luni da mattina, el Prencipe con questi oratori, legato et orator dil Papa, di Maximiliano, dil Re de Franza, di Spagna, tre de Milano, de Ferrara et de Mantoa, con la Signoria et assà Senatori, andono ne li piati a veder varar una barza fatta di novo, bellissima, di porto di botte zerca 1800, costa di spesa a la Signoria ducati XXV milia, et fo assà numero di persone in barche a veder. Et comenzò a venir un poco gioso, ma poi si retenne, unde el Prencipe, essendo in quello venuto uno gripo con lettere dil zeneral, la continentia di le qual ho scritto di sopra, non steteno più aspettar, et ritornò con li oratori a S. Marco. Et poco da poi fo compita di varar. In questo varar è da saper si suol far certe cerimonie: prima far dir una messa dentro; poi, mentre la si vara, li vien tratto da galioti assaissime inghistere di late et vino dentro, significa latte bonaza et vino vittuarie. Et tamen questa non andò fuora questo anno, per non esser di bisogno, et pareva un castello in acqua. Fu menata per mezo S. Marco, et stete fino il compir di la Sensa. Ancora altre barze et nave fonno raconzate. Et Thoma Duodo, capetanio di le nave armade, havia za messo banco et poco da poi andò in armada.
A Milano el campo dil Duca era pur vicino a Aste, et etiam quello dil Duca di Orliens venne a la campagna molto forte in uno loco vicino a Non. Et come vidi una istrutione habuta da exploratori mandati per la comunità di Bergamo a inquerir el successo di quelle parte, et Marco Sanuto podestà et Alvise Mudazo capitanio de Bergamo la mandò a la Signoria. Et prima, che non veniva zente de Franza, che in Aste el Duca de Orliens havia cazado fuora li parenti di Avogari per dubito di tratado, et toltoli assà formenti pagati a raxon de lire 5 la mesura. Item, che quando fo preso quelli XVI homeni d'arme su quel de Monferà, el zorno de poi el signor Antonio Maria andò dove i fonno presi sul Monferà, et fece assà butini de bestiame; ma la marchesana mandò a dolersi de questo, et che non havendo guerra con Milan li fusse fatto tal danni. Et di comando dil Duca li fonno restituiti li animali et il butino fato. Item che li campi erano vicini, et si divulgava di brieve se doveano apizar. La fiera de Verzei in quelle parte assai nominatissima si fazea non obstante queste guerre, et che le zente dil campo de Milano molte si partiva per non haver dinari. Ma per lettere da Milano de l'ambassador, el Duca feva gran preparamenti per la investitura dovea far a dì 17 Mazo, et aspettava li oratori dil Re de Romani, feva provisione di assoldar zente et far far arteglierie, et tutto quello li scriveria la Signoria era contento de far, et perchè la pecunia è quella che in tempo de guerra conserva li stadi et in quella consiste el tutto, volse far una descriptione di quello in uno bisogno troveria da li cittadini ricchi de Milan, et trovò ducati 295 milia, tamen con conditione de renderli; et a ciò non stesseno senza utilità li dette per cautione possessione et altre intrade, et a raxon de ducati 5 per cento a l'anno, sì come nui al Monte nuovo o la Camera de imprestidi, et per questo trovar danari se inimicò molto el populo. Et accidit che uno orese, el qual havia ducati 200, volendoli, come fo divulgato, ditto orese se apiccò lui medemo. El campo veramente suo se tirò X mia più indrio dove era, et messesi in forteza da una banda l'acqua, da l'altra assà repari et artiglierie; pur scaramuzavano; et volendo andar a rehaver uno castelleto tolto per Franzesi, lo nome dil qual ignoro, Franzesi li fonno a l'incontro, et ne amazò assà Milanesi, et li rebattè. Et non molto dapoi feceno trieva per 8 zorni, et tuttavia el campo del Duca di Orliens si andava ingrossando.