A Milano el Duca ritornò a dì 4 Mazo da Vegevene per far le cerimonie di la investitura; et a dì 7 ditto partì de qui Hieronimo Lion kavalier eletto a Milano, et li altri do andavano in Spagna, i quali, insieme con Sebastian Badoer, si dieno ritrovar a questa solennità, el qual poi dea repatriar. Et ancora zonse el conte di Caiazo, era stato a Napoli col Re de Franza, et dette optima informatione dil tutto al Duca. El signor Galeazo col campo seguiva la impresa de Aste, et andono per haver uno loco ivi vicino chiamato Staze, et quello preseno, et Franzesi ussite di Aste et fonno a le man. Ne fo morti molti di una parte et di l'altra; qual havesse la pegior non se intese, ma pur, judicio meo, Franzesi fonno quelli dil manco danno. Tamen dimandavano trieva per acordarsi, et Milanesi non gela volseno dar, et in Aste era grandissima carestia: se divolgava molti manzava gramegna, per esser assà zente venuta, et è da creder vi fusse penuria, per esser piccola terra et di passo, et za tanto tempo continue andar inanzi e indrio Franzesi, et Milano haver devedato vi vadi vituarie, che prima vi andava assà dil milanese. Ancora fo divolgato di là da le Alpe esser assà zente franzese per passar di qua, le qual per le acque venivano di le neve si descolavano de li monti, non potevano passar. Et el Duca de Milano, deliberato de mantenir la liga, et informato come el Re vegneria a Pisa et forsi a Zenoa, come diceva el Conte de Caiazo, dito Duca fece armar le X galie che 'l Re voleva prima farle armar lui, et ancora quattro nave, come ho scritto; et volse Venetiani contribuisse a la spexa, et cussì li fo mandà alcuni danari a Zenoa, et consultato di far presidio a Pontremolo in Parmesana, passo principal dove el Re dovea passar ritornando per la via andò. Et però esso Duca dimandò 100 elmeti et 500 cavalli lezieri et 2000 fanti et etiam 2000 sguizari, et ha vendo queste zente con le sue lui meteria, erano bastante a tenir quel passo, et za lui havea mandato alcune zente ivi a redurse. Et inter patres disputatum quid faciendum, preseno di darli quello domandava; et ordinò a certi condutieri si redusesse a li alozamenti in Brexana; ancora li offerse 1000 cavalli erano in Romagna, et che li sguizari, potendo haverli, erano contenti di pagarli. Et le mostre fo fatte, come ho ditto di sopra, a dì X Mazo tutte in uno zorno. Et a dì 4 ditto nel Consejo di Pregadi, bisognando haver danari, fo messo do decime al Monte nuovo, a pagarle tutte do in termene di uno mexe, zoè XV zorni la prima, et poi la seconda; et fezeno altre varie provisione, volendo al tutto star preparati.

Al principio di questo mese di Mazo, nel nostro colpho, sopra la Muranela et il Sorzador in mar fuora di do castelli zerca mia 7, pescadori trovono tre pesci grandissimi, chiamati Cai di oio, uno grande come una galia et cussì largo, et altri do più picoli. Questi ha la testa grande, et occhi più grandi assai dil suo dovere, ha una schena molto grossa, piena di pantane etc.; adeo che fo dà, per cadaun pescador che pescavano, di una giavarina, et non li nosete ( nocque ), imo la giavarina si storzè, tanto è dura la sua pelle: par uno scoio in mar. Con grandissima fatica si pigliano, et pericolosi, si navilii trovano, però che, movendo la coda, fa grandissimo mar, et trazeno l'acqua molto in alto; pur se ne piglia qualche uno, perchè con syroco è mandati a terra, et toccando terra, maxime sabion, non puol partirsi et è amazati, et a pezo a pezo vien taiati et messo a brusar, che vien a modo oio, el qual è posto in botti, et, ut dicitur, di uno cao di oio alias fo tratto a presso 100 botte di oio. Or ditti pesci, poichè steteno in questo mar alcuni zorni, et in Venetia tutti parlavano, desiderando venisse syroco per poterli piar, perchè di raro, imo nunquam in questo mar adriatico è visti tal pesci (benchè dicono alcuni pescatori za anni XXV ne venne uno altro cao di oio, fo judicato venisse driedo le galie di Barbaria venute in questo tempo, capetanio Francesco Bragadin), ma poi andono via, nè più se vedeno et ritornono in altri mari a dimorar.

In Puia, per lettere de primo Mazo se intese come la Rocca de Bari havia levato le insegne dil Re di Franza a questo modo. Che essendo castellan ivi uno napoletan chiamato Bernardino Podorico, et uno suo fratello Zuan Antonio Podorico che era thesoriere di re Alphonso se ritrovava in Napoli con la moier et fiul, unde el re de Franza fecelo retenir in castello, dicendo al tutto voleva suo fratello li desse la Rocca di Bari, et lo mandò con custodia fino a Bari, con conditione, si in termene de tante hore non facesse di haver la Rocca, lo faria impicar. Per la qual cosa el fratello castellano, vedendo el termene era el fratello, si rese et levò ditte insegne... montò con la sua robba su una nave, et andò a Brandizo. Questa città de Bari era dil signor Ludovico nunc duca de Milano, et a lui fo donata insieme con do altri luogi, zoè Modugno et Pallo, et de queste tre terre scodeva le intrade et havia il titolo Duca de Bari: ma in queste novità re Alphonso non li volse dar el dominio di la Rocca, et etiam lui scosse le intrade, come ho scritto di sopra. Ma poi questo Re de Franza li fece privilegii de ditti luogi, ma a hora ha habuto la Rocca che prima non havia; tamen in le terre era governadori di Ludovico.

Da mar el capetanio zeneral a dì primo Mazo ritrovandose a Corphù con 12 galie, et feva conzar et impalmizar le galie per andar al Saxeno, dove era Hyeronimo Contarini provedador di l'armada con 7 galie, et adunade tutte sarebbe galie n.º 36, con quelle tre ve andava de qui et quelle si armava in Candia. Et scrisse a la Signoria che lì staria ad aspettar il mandato di quello haveva a far. Et Antonio Loredan, el qual con do galie dalmatine andò in Calavria a sopraveder quelle cosse et trovar l'armada di Spagna, in questi zorni ritornò a Corphù et notificò al zeneral haver visto lì in Sicilia ditta armada, caravelle 54, una di le qual di botte 2000, dove stava el capetanio, el conte de Trivento, et zerca 12 di botte 400 in suso. Item ditta armada non esser molto in ordine di zente. Et ancora havia visto 12 galie et 5 nave di re Ferandino con la ditta armada, sopra le qual era esso Re, et li fece optima compagnia per l'amor et afetion portava a la Signoria, raccomandandosi a quella.

A dì 11 Mazo, Luni da mattina, el Prencipe con questi oratori, legato et orator dil Papa, di Maximiliano, dil Re de Franza, di Spagna, tre de Milano, de Ferrara et de Mantoa, con la Signoria et assà Senatori, andono ne li piati a veder varar una barza fatta di novo, bellissima, di porto di botte zerca 1800, costa di spesa a la Signoria ducati XXV milia, et fo assà numero di persone in barche a veder. Et comenzò a venir un poco gioso, ma poi si retenne, unde el Prencipe, essendo in quello venuto uno gripo con lettere dil zeneral, la continentia di le qual ho scritto di sopra, non steteno più aspettar, et ritornò con li oratori a S. Marco. Et poco da poi fo compita di varar. In questo varar è da saper si suol far certe cerimonie: prima far dir una messa dentro; poi, mentre la si vara, li vien tratto da galioti assaissime inghistere di late et vino dentro, significa latte bonaza et vino vittuarie. Et tamen questa non andò fuora questo anno, per non esser di bisogno, et pareva un castello in acqua. Fu menata per mezo S. Marco, et stete fino il compir di la Sensa. Ancora altre barze et nave fonno raconzate. Et Thoma Duodo, capetanio di le nave armade, havia za messo banco et poco da poi andò in armada.

A Milano el campo dil Duca era pur vicino a Aste, et etiam quello dil Duca di Orliens venne a la campagna molto forte in uno loco vicino a Non. Et come vidi una istrutione habuta da exploratori mandati per la comunità di Bergamo a inquerir el successo di quelle parte, et Marco Sanuto podestà et Alvise Mudazo capitanio de Bergamo la mandò a la Signoria. Et prima, che non veniva zente de Franza, che in Aste el Duca de Orliens havia cazado fuora li parenti di Avogari per dubito di tratado, et toltoli assà formenti pagati a raxon de lire 5 la mesura. Item, che quando fo preso quelli XVI homeni d'arme su quel de Monferà, el zorno de poi el signor Antonio Maria andò dove i fonno presi sul Monferà, et fece assà butini de bestiame; ma la marchesana mandò a dolersi de questo, et che non havendo guerra con Milan li fusse fatto tal danni. Et di comando dil Duca li fonno restituiti li animali et il butino fato. Item che li campi erano vicini, et si divulgava di brieve se doveano apizar. La fiera de Verzei in quelle parte assai nominatissima si fazea non obstante queste guerre, et che le zente dil campo de Milano molte si partiva per non haver dinari. Ma per lettere da Milano de l'ambassador, el Duca feva gran preparamenti per la investitura dovea far a dì 17 Mazo, et aspettava li oratori dil Re de Romani, feva provisione di assoldar zente et far far arteglierie, et tutto quello li scriveria la Signoria era contento de far, et perchè la pecunia è quella che in tempo de guerra conserva li stadi et in quella consiste el tutto, volse far una descriptione di quello in uno bisogno troveria da li cittadini ricchi de Milan, et trovò ducati 295 milia, tamen con conditione de renderli; et a ciò non stesseno senza utilità li dette per cautione possessione et altre intrade, et a raxon de ducati 5 per cento a l'anno, sì come nui al Monte nuovo o la Camera de imprestidi, et per questo trovar danari se inimicò molto el populo. Et accidit che uno orese, el qual havia ducati 200, volendoli, come fo divulgato, ditto orese se apiccò lui medemo. El campo veramente suo se tirò X mia più indrio dove era, et messesi in forteza da una banda l'acqua, da l'altra assà repari et artiglierie; pur scaramuzavano; et volendo andar a rehaver uno castelleto tolto per Franzesi, lo nome dil qual ignoro, Franzesi li fonno a l'incontro, et ne amazò assà Milanesi, et li rebattè. Et non molto dapoi feceno trieva per 8 zorni, et tuttavia el campo del Duca di Orliens si andava ingrossando.

Vedendo Venetiani non esser tempo de demorar, et de far ogni provisione per difender el Pontifice, et consultavano la matina con li oratori di la liga, comunicando con quelli tutte lettere. Et a dì 7 Mazo nel Consejo de Pregadi preseno che 'l capetanio zeneral da mar dovesse andar ne la Puja verso Brandizo con l'armada, et ivi star fino havesse altro mandato. Et la sera a hore 5 di note spazò el gripo. Fo scritto al Marchexe di Mantoa si dovesse preparar, che volevano farlo cavalcar in Brexana, la qual nova fo molto grata a ditto Marchexe, et fo ditto donò ducati 50 a chi li portò la lettera. Questo per operarsi et dimostrar la fede havia, però che mai, za anni cinque è nostro soldato, è caduto operarsi. Et rescrisse esser lui et suo barba presti a' comandi di la Illustrissima Signoria nostra. Fo mandato danari per tutte le camere, et a dì 9 ditto mandò Zuan Borgi secretario in Romagna a far metter in ordene el Signor de Rimano et Signor de Pexaro nuovamente conduto. Ancora fo decreto, oltre li cavalli lezieri provisionati et stratioti andava verso Roma, etiam a ogni richiesta dil Pontifice mandarli zente d'arme, et fo fatto il numero di le compagnie, le qual, perchè non bisognò, lasserò de scriver chi fusse. Item si faceva conzar XX redeguardi in l'arsenal, li arsilii tornati con li stratioti si riconzavano, et oltra li patroni a l'arsenal era do provedadori, Zuan Morosini et Antonio Trum, i qual molto se exercitavano in proveder a quello era bisogno a l'arsenal. Et in questi zorni zonse a Lio 4 arsilii de stratioti 520, venuti da Napoli de Romania benissimo in ordene, fatti per Luca Querini ivi rettore, capetanio de parte, uno Piero Busichio cavalier, che alias per soi meriti a la guerra de Ferrara fo di militia decorato, et datoli provisione a' fiuli. Et smontati a la Signoria li capi domandono cinque cosse: primo che havesseno 12 page a l'anno, zoè pagati ogni mexe; 2.º che tutti quelli erano qui venuti, nel ritorno se dovesse scriver a Napoli per stratioti, però che quelli sono scritti stratioti hanno certa immunità et exemptione; 3.º che morendo quelli hanno provisione, li loro figlioli succieda in ditta provisione; 4.º che morendo li cavalli, li siano pagati; et quinto che li fusse dato el pan ogni zorno da S. Marco, et etiam la biava per li cavalli secondo el consueto. Et tutto li fo concesso, excepto di darli el pan. Et poi fo mandato Bernardin Loredan, savio ai ordeni, per Collegio a darli le sue page, non vi essendo el suo provedador, et za era andato a Ravena; ma ditti stratioti non volseno nè tuor danari nè far mostra alcuna; unde, tornato, riferite a la Signoria che era in Pregadi questo. Tamen stratioti medemi do zorni dapoi si dolseno di tutto haveano fatto, dicendo non havia fatto per altro, in star renitenti in voler el pan, se non perchè el Doxe havia tocà la man a Piero Busichio et non a li altri capi, i quali erano cussì servidori de S. Marco come lui. Et veneno dal Prencipe a dir volevano far quello comandava, et li fo dato la paga di ducati 3, et a li capi ducati 4, zoè do page, et mandati verso Padoa et alozati in Padoana, come dirò di sotto. Et ancora con una nave venne XX stratioti, i quali etiam li fo dato soldo, a ciò non fusse venuti indarno; sì che fin questo zorno di 20 Mazo era di qua stratioti n.º 1200, tolto da Modon, Coron, Zante, Lepanto et Napoli di Romania, tutti luogi di la Signoria. Et a dì 14 ditto questi oratori li fonno a veder correr: quello dil Papa, zoè D. Alvise Becheto, perchè a dì 13 el legato episcopo de Chalaor era partito et andato verso Roma, essendo stato quivi legato più di uno anno; quello di Spagna, li do di Napoli et tre di Milano, li quali steteno molto admirati di la sorte et qualità de stratioti et dil suo veloce correr. Et a dì... Mazo con barche fonno tragetati a Lizafusina et a Padoa, et per quelli castelli haveano i loro alozamenti. Et in collegio a dì ij ditto fo cressuto page a molti contestabeli benemeriti de S. Marco, ita che qui a Venetia in corte dì palazo era pieno de soldati che dimandavano stipendio, et poi a dì 25 ditto in collegio fo ballottati tra molti contestabeli, et eletti 8 capi de provisionadi, li nomi dei qual saranno qui sotto scritti, zoè prima a

Pietro Schiavo contestatele di provisionadi
200

Zuan Alvise Cigogna
100

Zanon da Colorgno
100