Adi 9 el campo regio, deliberato di andar a trovar el duchesco, vedendosi potente più di quello, fece comandamento uno homo per casa di Imola, Faenza, Valle di Lamon et Forlì et per quelli territorii: et adi ditto venne ad Onegalia (?). Ma el campo duchesco se distese da cà di Lugo fino a Po, in quelle case di Troti; per la qual cosa, essendo in loco sicuro, el campo regio non potè venirlo a trovar. Et la movesta dil ditto campo duchesco fu per do respeti. El primo, perchè era voler dil Re di Franza et comandamento dil sig. Ludovico non si dovesse appizzar, nè far fatto d'arme, ma redursi in lochi forti, fino non seranno venute le zente dovevano esser, zoè squadre 40 italiane et 50 lanze franzese: la seconda perchè el regio era superior di fanteria, et poteva haver favor de li convecini: et però ditto campo si messe ivi fra Lugo et Po, et in quelli lochi vicini stetteno, zoè la Massa et Santa Agata, lochi forti in valle.
Adi 10 havendo ducheschi mandà a Bologna per haver passo, quelli resposeno non voler esser damnificadi, come era stadi per el passar di zente preditte nel principio.
Et andati cavalli 40 de franzesi verso la Massa a sopraveder, venendo el conte Antonio di Urbin fratello dil Duca con cavalli 80 verso Cantalovo ( Cantalupo ) territorio imolese, pur per sopra veder, havendose visti fonno a le man; fo morti 7 et presi 3 di quei dil ditto conte, et condutti li cavalli nel campo loro: et de franzesi fo morti 2; et questo fo adi 9. El campo regio era sotto Imola, fra el fiume et Imola, dove si attrovoe Jacomo preditto, favorito di Madona.
Essendo stà tolto per Franzesi uno paro di bue con il carro a uno cittadino di Ravenna, subito Andrea da Lezze pretor scrisse al conte Caiazzo, et mandoe uno messo pregando volesse far restituir, perchè la Signoria voleva li soi pascoli non havesse danno, non havendo guerra ma bona paxe; et lo fece restituir. Et li scrisse, la qual lettera mandoe per uno trombetta, come esso Podestà vogli alcuni cavalli et muli fonno tolti nel levar dil campo, et comprati da uno di Val di Lamon, l'altro di uno saccoman regio, da quelli di Ravenna, farli restituir: et cussì fonno pagati per non haver causa di far movesta di danari di la Signoria.
Adi 10 da mattina el campo duchesco si mosse da la Frascada, zoè balestrier franzesi in gran quantità in uno squadron, poi franchi arcieri et schioppettieri a cavallo in uno altro squadron; in tutto zerca 800; poi squadre 20 italiane et el conte di Caiazzo: et se drizzoe per la via verso la Massa con proposito de andar a trovar el campo regio, et preseno le spie de Aragonesi; poi ritornono ditte zente al sito (?) dil campo, al suo loco di la Frascada a le ca' di Troti et nulla fece.
Ma el campo regio adi ditto da mattina passò Imola, et andono verso Castel san Piero sul Bolognese, et ivi si affermoe a canto a la montagna de la Dozza sull'Imolese, mia 2 luntan de Imola: dove andarà scriverò poi.
Et adi 10 a hore zerca 15, a Mordano, Bubano et Bagnara, lochi de Imola, fo sentito sonar campana martello; et questo fo per fanti passavano de lì, et dubitaveno di haver danno.
Adi 12 el campo aragonese, allozato sul fiume appresso Castel san Piero mia uno, et per el comessario di quel luogo fu fatto prohibitione che niun non ardisca di portar vittuarie sotto pena etc.; tamen fo portà uno presente per li homeni di quel loco a Annibale Bentivoi fiolo dil magnifico Joanne, di pane, vin et carne viva: et tutta la notte precedente el Duca di Calavria con altri capitani et il campo stetteno a cavallo per dubito de li nemici non li venissero a saltar. Et in quella sera medema, zonse danari in campo, che molto confortoe quella zente; et poi la mattina si levoe et venne ad allozar al sopraditto loco, zoè squadre 62, oltra certi cavalli lezieri et balestrieri; et mandoe alcuni balestrieri in Mordano per custodia di fanterie; era zerca 4000 mal regulati; et il forzo paesani. Et adi ditto passò di fuora via di Imola do squadre dil sig. di Pesaro, per nome dil Papa andava in campo.
El campo duchesco stava pur alla Frascada; et, zonte che siano le zente i aspettano, erano terminati venir a la via di Concorda al Bonden, et poi per la riva dil Po fino in campo.
Bologna fin qui dimostrava neutrale; et adi 12 ditto Annibal Bentivoi partì di campo, et andoe a Bologna per praticar accordo col padre che quella terra regge et governa: in campo regio era pur abbondanza di vittuarie, ma pochi danari: li fanti si partivano et ancora qualche homo d'arme: et el parlamento et pratiche menava esso Annibal Bentivoi col Duca di Calavria, che voleva suo fratello protonotario fusse dal Pontifice creato cardinal, perchè si no Bologna non era con loro ma gli era contra: et vittuarie per comun non era portade in ditto campo, ma per private persone de ogni sorte. Et a Bologna ogni notte si facea la guarda al palazzo et piazza per li cittadini con il magnifico fiol dil magnifico Joanne protonotario, zerca persone 1500: et a la casa di ditto magnifico Joanne Bentivoi vi è a custodia 500. Et in la terra fece venir tutte le so zente d'arme, et fanno la guarda a le mura la notte et a le porte.