Ancora mandò el conte de Cajazzo con 400 cavalli lizieri et alcuni fanti, et dovea seguirlo 150 homeni d'arme per andar verso Roma in aiuto dil Re di Franza; ma inteso le novità de Pisa con Fiorentini, quello mandò in Pisa, dove stette alcuni zorni, poi andò dal Re.
Oltra de questo mandò per madona Catharina signora de Forlì, et mugier fo dil conte Hieronimo, che dovesse venir a Milano. Et lei non volendo, fece cavalcar el signor Fracasso di S. Severino con alcune zente, et uno Sigismondo da Sonzin verso Imola et quelli lochi, tamen poi non seguite nulla.
Li ambassadori di re Maximiliano partino da Milano et andono a Fiorenza a domandar passo et vittuarie, et el suo Re veniva con 30 milia persone a incoronarse a Roma, et se divulgava voleva far do vie le soe zente, una per la via de Cuora ( Coira ) et de Milano, l'altra per Trento et passar sul Veronese et ridurse a Bologna, et ivi far la massa et andar tutti insieme verso Roma, ma per quest'anno non venne.
Et apropinquandose el tempo dil parturir de Beatrice moglie dil duca Ludovico de Milano, parse a soa sorella mazor madona Ixabella moglie dil marchexe de Mantoa de ritrovarse a ditto parturir: et cussì andò con bellissima compagnia et etiam madona Anna moglie di don Alphonso fiol dil duca di Ferrara et sorella che fo dil duca Zuan Galeazzo morto, et cussì ditte donne se ritrovono a Milano in questi zorni dove fo fatto bellissime feste. El marito marchexe stava in pratiche de accordarse con la Signoria et renovar la conduta, tamen pur el voleva titolo de Capetanio Zeneral de Terra, o vero più quantità de danari, promettendo ogni fideltà, mandar la moglie et fioli in questa terra, che fusse mandato governator patricio a Mantoa etc., et quello seguite et el modo fo poi accordato di sotto sarà scritto.
Da Ferrara per lettere di Zuan Francesco Pasqualigo dottor et cavalier vice domino se intese come el Duca era ammalato, et che havea fatto uno editto, che in tutto el suo dominio più non si dovesse spender monete de arzento de niuna sorte et qualità, sia qual si voglia, sotto grandissime pene, excepto tamen quelle di la Signoria nostra. Questo fece per la grandissima quantità de monede varie che ivi, per esser luogo di passo, si spendeva continuamente, et faceva gran danno.
A Venetia havendo mandato a tuor la Signoria in alcune isole in Arcipelago per via di Hieronimo Venier, che de alcune è signore, molti falconi pellegrini, i quali costa assai ducati, et più di X ducati l'uno; et questi zonti, non senza difficultà portati per mar, deliberono di donarle a li ambassadori erano in questa terra, et ne mandò a donar 20 a l'ambassador dil Re de Franza, 20 a l'ambassador dil Re de Spagna, 10 a l'ambassador dil Re de Napoli, 10 a l'ambassador de Milano, 5 a l'ambassador de Ferrara, et 5 a quello de Mantoa; i quali ambassadori accettono libentissime, come cosa regia, per mandarlo a li loro Signori da parte di quella Illustrissima Signoria, per esser cosa di farne grande extimatione. Ma l'ambassador de Napoli, essendo el Papa accordato con el Re de Franza, quelli remandò indriedo a la Signoria, dicendo el suo Re al presente li bisogna altro che mandarli falconi pellegrini; tamen molto ringratiava quella, et che in ogni altro tempo haria habuto el Re per el più singular dono li fusse mandato. Et inteso questo da Monsignor di Arzenton, ambassador de Franza, mandò a dimandar al Prencipe li volesse concederli per monsignor Duca de Orliens, era in Aste, dicendo havea gran piacer di tale cose. Et cussì etiam questi X fonno mandati a ditto ambassador, et tutti fonno mandati al loro Re, infino in Spagna ch'è tanto da lonzi et non senza gran difficultà. Et conveneno portarli su stange per terra con gran spesa et etiam al Re de Franza, al quale li fo presentadi, partido fo di Roma.
In questi zorni venne a Venetia el conte Ludovico Boscheto ambassador dil signor de Rimano, licet vi fosse uno altro suo qui chiamato Antonio de Cochiaro dottor, et venne per rifermar el soldo havea loro Signorie con questa Signoria, però che era compita la ferma. Et poi che stette alcuni zorni, ditto signor di Rimano fu conduto, et cressutoli cavalli 200, ita che vien haver 100 homeni d'arme, come dirò di sotto.
Come el Pontifice si accordò con el Re de Franza.
In questo mezzo el Re de Franza, che 'l Pontifice era renitente in acordarse, mandò li soi Sguizari verso el Reame, et ancora alcuni soi capitani era partiti, una parte verso Terracina e Fondi, l'altra verso l'Aquila, et mandò uno suo araldo a l'Aquila a dinotar se dovesseno render in termene do zorni, altramente el Re veniria in persona, et venendo non li vorrebbe poi a patti: ma pur Aquilani mostrava volersi tenir per el suo re Alphonso, havendo maxime li loro animali in poter di ditto Re. Et publice resposeno volersi tenir per casa de Aragona, tamen in occulto con Franzesi praticavano accordo; la qual pratica menava uno domino Palamides Forbi di Provenza, el qual fo altre fiate in Italia col duca Zuanne di Andegavia nominato di sopra.
Le zenti che prima andò in Reame fonno squadre 60 et 4000 fanti zoe pedoni, et cussì continue mandava zente in Reame, sì per alleviar la terra, a ciò non patisse desasii per causa de vituarie. Et fo divulgato era di opinione de far do campi, perchè havea grande exercito, et da 30 milia persone in suso, la qual cosa non era creduta perchè si judicava l'inverno, per le neve grandissime, Franzesi non potessero passar monti: pur sempre qualche uno ne veniva. Et el duca de Orliens era in Aste ammalato con la quartana, et non era senza gran numero de persone che bisognando sarebbeno venuti in soccorso dil Re. Ancora la Raina de Franza soa moglie li scrisse, come a tempo nuovo li voleva mandar di la soa provintia di Bertagna X milia bertoni, et lei medema venirlo a trovar: ma la cagion de tanta zente fa che sempre augumentava, perchè è ditto comune: ogni uno segue la vittoria, et viva chi venze! Et questo Re, prosperando cussì felicemente, tutti li fora ussiti et bandizati, senza quelli che hanno piacer de ritrovarsi ne l'arme, da Milano fin a Roma veniva seguitando Soa Maestà.