DOPO LA SCONFITTA
I.
Finchè briaca alla caterva sozza,
Che nell'obbrobrio e nel dolor l'atterra,
Porge Italia le groppe, ella che mozza
Agli apostoli il grido e i polsi inferra;
Finchè il turpe delirio in lei non langue
Di rei conquisti e di vendette oscene,
E tributo alle nostre esauste vene
Osa chiedere ancor d'oro e di sangue;
Finchè la Frode, ire affilando e spade,
Di mercate lusinghe il vulgo impregna,
E all'Abissin, cui la capanna invade,
L'infamia nostra e il nostro eccidio insegna;
Finchè, tra un baccanal d'anime guerce,
La Sconfitta e la Resa in Campidoglio;
L'Onore in ceppi, il Vituperio in soglio,
Ludibrio il Dritto, la Giustizia merce;
Lungi da questo sciagurato suolo,
Lungi dall'età rea sorga il poeta:
Liriche strofe, liberate il volo
A ciel più puro, a regíon più lieta.