Larva di Dio, che di me stesso è l'ombra,

E fra un mar d'infecondi atomi e un suono

Che dir non so se sia pianto o sorriso,

Come fra cielo e mar, veggio una candida

Forma nuotar, che pensierosi e mesti

Gira gli sguardi, e un'armonia diffonde

Che al suon de l'aure e al tuo parlar somiglia.

Che vuoi tu, che vuoi tu, candido sogno

Del viver mio; speranza ultima e bella

Dei giorni miei, qual porto mai, qual riva,