De la rosea salute; e magra e lenta

Co' suoi voti bisogni, al fianco mio

L'abbominosa povertà s'asside.

Divorai muto il pianto, e muto io tolsi

Le mie sciagure, e le torrò. Di strane

Non comprese speranze il canto aspersi,

E plauso ebbi di vate, e alcun non seppe,

Che chiusa avea la speme e il doman morto

Chi altrui la speme e l'avvenir schiudea.

Tal io t'apparvi in pria: l'amor mi rese