Chè di serena e lieta
Tranquillità non diemmi il ciel tesoro,
E fo molle di pianto il mio lavoro.
O gentile operaia, a te di lunghe
Albe si vesta il cielo,
E a lunga giovinezza Iddio ti serbi!
Negl'ignorati, acerbi
Casi, onde afflitta è ognor la vita mia,
Te chiamerò soventi
Ad allegrar miei solitari giorni;