Al par di te son'io

Operaio, o fanciulla; a me le fila

De l'inconcussa cetra,

Come a te l'ago e il fil, permise Iddio.

Sovr'essa io l'ingegnosa

Tela distendo degli affetti miei,

E il sottile dei carmi arduo lavoro

A le sue corde affido.

Ma come l'onda che si rompe al lido,

S'agita nel mio cor l'anima inquieta,