assiduo segatore,
Nè per sole o per vento
Da la lunga, penosa opra ristai,
A cui tua sorte misera ti danna,
Ma l'egro petto e il dorso
Sopra la sega stridula affatichi;
Solo di quando in quando,
A l'ardua lama agevolando il corso,
Versi nel sasso con la bugia canna,
Sciolta ne l'acqua la mordente arena,