A sì diverso fato obliga e preme
Nostra dolente umanità raminga,
Ch'altri scarno e cencioso
Sul duro solco si travagli e sudi,
E altri, d'ozio fastoso
E d'opulenza e di splendor si cinga?
Dunque è destin, che a' faticosi studi
Più vil mercé si renda?
E che tanta di noi parte migliore
D'inedia eterna e di dolor languisca,