Deh! ch'io non più ne l'orrida

Nebbia, che il cor m'intenebra,

Gema da te diviso!

Io rapirò l'incenso

Di queste fragolette mattutine,

La mite ala del zeffiro

Che il mar cheto sorvola e il cielo immenso;

Rapirò un raggio a l'iride

E la sottile, argentea

Falda di queste brine.