— Perchè non mi guarda?

La figura di Laura rispose:

— Ancora non mi riesce. Tenga fermo il suo sguardo, la prego.

Io mi tesi con uno sforzo d'immobilità di tutto il mio essere. Vedevo lo sguardo di lei in un contorcimento divincolarsi dalle lontananze che lo trattenevano, fin che d'un tratto scattò sulla linea del mio: e ci trovammo così, gli occhi fissi negli occhi, penetrandoci paurosamente fin nel profondo delle anime, perduti di passione.

— Parla — mi implorò.

E poichè sgomento io tacevo:

— Ti avevo avvertito — mi disse come in un soffio — che ci saremmo riveduti una volta ancora.

Il suo volto pallido s'invermigliò, ma gli occhi non si chinarono, neri e fondi come li avevo visti un vespero in riva al lago gemente.

— S'io ti vedessi di là da un fiume — le dissi — penserei di passarlo per venirti a parlare. Ma come posso parlarti così?

— Vedi come ti sono vicina.