Il giovine sventato rispose prontissimo:
— Perchè c'è scritto Avanti.
— Qui la volevo — disse il Dàimone. — Avanti è una risposta: quando qualcuno dice Permesso, gli si risponde Avanti. Lì dunque, sull'uscio, c'è la risposta preparata per uno che abbia domandato. Ma per chi, come lei, non ha domandato niente, il cartello, avendo natura di risposta, non vale, ed è come non esistesse.
Il giovinetto rispose con risolutezza:
— Lei è matto.
— È quello che pensavo anch'io — strillò il primo venuto, cui la presenza dell'altro dava un'improvvisa violenza di reazione.
— No — gli ribattè pronto il mio Dàimone — lei non ha diritto di pensarlo, perchè a lei avevo detto proprio il contrario di quello che ho detto ora a questo signore: dunque se sono matto verso lui, sono savissimo verso lei, o viceversa. Scelgano, signori.
— Scegliere?!
— Sicuro: scelgano per quale dei due sono matto e per quale sono savio. In mancanza di un criterio logico di scelta, possono giocarsela a scacchi, a primiera, a pari e caffo, a regola di baccarà, a cinque punti di morra, a testa e croce, a tre giri di briscola, alla paglia lunga e corta....
— Oh — interruppe il secondo venuto — io non ho tempo da perdere; io debbo parlare al cavaliere, per un impiego.