— Il Cavaliere!
6. Ethico.
Come si scioglie improvvisamente una sciarada, appena viene nella mente nostra la parola del totale, — così a quella parola «Cavaliere!» si sciolse in un attimo e quasi d'incanto l'ignobile viluppo. Ognuno cercò di ricomporsi come poteva, e tutti e tre, improvvisamente affratellati nella paura, rimasero a bocca aperta e impietriti: solo movevansi le tre coppie di sguardi andando e tornando a più riprese dalla faccia del mio Dàimone all'uscio di fondo.
Allora il Dàimone pronunciò:
— Si vergognino!
— Mio Dio.... — implorò il timido, ch'era il più incolume dei tre.
— Taccia, ella non sa neppure di che cosa deve vergognarsi.
— Sì, capisco, di questa scena involontaria che....
— No! no! Non è per questa amena e umanissima rissa ch'io li invito a vergognarsi. Ma è per averla interrotta appena io ho pronunciato la parola «Cavaliere».
I tre riuscirono ad aprire e tenere aperte ancora più ampiamente le bocche. Ma ora non guardavano più l'immobile portiera, sibbene il mio Dàimone, che li dominava. Il quale continuò: