— Eccoti sbarcato nella Città Operosa, e per aver visto passare un paio di sgualdrine ti fai prendere dalla febbre del danaro! Avanti dunque. Bei principii, nel covo di pubblicità di quell'equivoco magistrato! E con che diritta decisione navighi nell'oceano dei pescicani! Di tutta la fantasia che hai poi buttato al vento quando hai voluto donar Milano di una foresta di grattacieli, credo più generoso non ti parlare. Ed ecco, 5 di febbraio, ecco qui i tuoi vani sforzi per crearti diplomatico mediatore di compere e vendite all'ingrosso. Perfino quando ti trovi, poco dopo, a fronte alla più stupefacente tra le invenzioni moderne, non sai trarne motivo che a un'insipida larva di amore. Molti, in questa facile èra, sono riusciti ad afferrare la ricchezza e il potere incontrando molto minori e più semplici occasioni di quelle che si sono presentate a te. Tu vi hai fatto una passeggiata.

«Or vediamo: sai almeno dirmi perchè non hai potuto attuare da tutto ciò nulla di pratico? —

Pensai un momento, poi con umile franchezza gli risposi:

— Perchè la prima volta per non cominciare di venerdì ho rimandato al lunedì; e a farlo apposta, il lunedì era il giorno 13 del mese: guarda il calendario.

— Bravo! — esclamò il Dàimone. — Un imbecille di primo grado m'avrebbe risposto: «perchè le occasioni non erano buone». Un imbecille di secondo grado avrebbe detto: «perchè non sono stato abbastanza abile nel coglierle». Tu m'hai dato la sola ragione che potesse piacermi: vedo che posso ancora sperar bene di te.

3. Un intervento.

In quel punto bussarono, e mi fu recapitato un biglietto.

Lo portava, e me lo consegnò, un adolescente fattorino d'albergo.

Era un biglietto di Giacomino.

È perfettamente inutile spiegar qui in particolare chi era, e credo sia tuttora, Giacomino. Basti dire che è uno degli innumerevoli amici avvalangatimi dalle multiformi vicende della mia vita.