Inoltre, Giacomino era, e credo sia tuttora, segretario particolare e influentissimo d'una persona che fu più volte ministro.
Essa persona in quel tempo era appunto ministro, cioè Eccellenza.
Il biglietto di Giacomino diceva:
«Caro amico,
«Sua Eccellenza è a Milano. Abbiamo parlato lungamente di te; ti ho ottenuto un colloquio con lui per domani mattina alle 7, al «Continental». Si tratta di una cosa interessante e importante, per cui occorrono il tuo ingegno e la tua attività. Sarà la tua rapida fortuna!.... Ci sarò anch'io, a introdurti. A domattina, dunque; saluti».
L'adolescente fattorino aspettava una risposta.
Scrissi la risposta: la quale non fu che una meccanica eco delle ultime parole della proposta: «A domattina, dunque: saluti».
Appena fu richiuso l'uscio dietro le tenui spalle del fattorino, sentii una specie di freddo. Ma la stufa era accesa. Il freddo era interiore.
Capii ch'esso mi veniva dalla parte del mio Dàimone. Poich'egli taceva, ebbi l'umile bisogno di scusarmi: