— Non pensiamo a questo — mi ripresi internamente —: io sono qui per affari.
Anche quando, poco appresso, mi avvenne d'un tratto di domandarmi curiosamente che legami ci fossero tra Giovanna e uno almeno dei due personaggi ch'ella mi aveva presentati, finii con l'ammonirmi una volta ancora:
— Che importa? Io non sono qui per fare della psicologia, e nemmeno per mondanità. Sono qui per ragioni serie. Bisogna attaccarsi al pescecane.
3. Il fulmine.
Ma mentre cercavo il modo di attuare questo maturo proposito, Giovanna d'un tratto balzò in piedi e annunziò:
— Vado a mettermi il cappello.
Andò, e tornò dopo brevissimo tempo, incappellata e impellicciata, prima che io avessi trovato una frase di avvicinamento, abbordo ed attacco verso il corposo di Malco.
Uscimmo.
— Passeggiamo? — propose lei quando si fu sul portone — chi ama camminare?
— Io no — risposi. — Nietzsche amava camminare, ed è finito matto.