Ma erano i giorni in cui, colpito dall'aspetto del tempo nuovo, avevo stabilito d'uniformarmi a esso e darmi agli affari. Ed ecco dalla mia ossessione germinò l'idea d'un affare vasto e mirifico.

A Belloveso non possiamo offrire un monumento o una caduca tragedia.

Belloveso, primevo animatore della Città Operosa, dev'essere rammemorato con imporre il suo nome a una via della città stessa. Egli in persona, in quel giorno e in quella carrozza fatali, me lo ha suggerito.

A qual via? Egli principiatore del rozzo antico nucleo, deve avere per sè la via più moderna e perfetta: la più lontana da quei rudimenti: una via definitiva.

Occorre costruirla apposta. E bisogna ch'essa sia di tanto più grande e nuova delle presenti, di quanto le presenti sono più grandi e stabili e solenni delle capanne dei Biturigi di duemilacinquecento anni fa. L'ultima parola della modernità. Il non visto ancora tra noi. Una via costruita tutta, sì, tutta di grattacieli, di grandi grattacieli, di grattacieli di cemento armato: via Belloveso.

4. A grandissime linee.

All'opera, ideatore, animatore, organatore: questa è speculazione, nel senso più maturo e degno della parola. All'opera dunque, Speculatore.

Il programma da attuare era semplice: un progetto edilizio, un preventivo per la costituzione di un capitale, un piano per lanciare e popolarizzare l'impresa.

Il lanciamento sarebbe stato facilissimo: bastava fondare una rivista d'arte, dedicata specialmente al rinnovamento dell'architettura. Sulla rivista iniziare immediatamente una impetuosa campagna, di natura pratica, a favore del cemento armato, e una di natura estetica per le case a molti piani: le industrie cementizie e le fabbriche di ascensori faranno ampiamente le spese della rivista.

Iniziato il movimento generale, subito esporre sulla rivista stessa l'idea della via nuova: ma l'offerta votiva di questa alla memoria del duce gallo (effettivo movente intimo della mia ideazione) apparirà come l'ultimo pensiero, una culta eleganza sovrapposta all'idea originaria, quasi un fregio.