— Penserò a quello che mi hai detto: sei vagoni. Ti ritrovo qui stasera?
— Sì; ogni sera dopo le nove e mezzo, fino alla chiusura.
— A rivederci.
Mentre m'avvio, sta rientrando il terzo con la sua sottoveste abbottonata a contrattempo; siede al mio posto dicendo a Graziano:
— Ecco qui....
2. Uno, il basilisco, e il cameriere Giovanni.
— L'affare è il meccanismo più semplice del congegno sociale. Consiste essenzialmente in ciò: comperare a un prezzo, e rivendere subito tutto a un prezzo più elevato. È l'insegnamento supremo di Ermete Leisterio.
«L'Affare va poi distinto recisamente dal Lavoro. Il lavoro corrisponde a una possibilità limitata, l'affare è illimitato, come il Tempo e lo Spazio, categorie della mente universale. Se un lavoro richiede una determinabile somma di tempo e di energia, un lavoro doppio richiede doppio tempo e doppia energia. Invece lo stesso tempo e gli stessi atti che concludono un affare uguale a dieci, possono concluderne uno uguale a cento, mille: il campo di potenza d'un uomo d'affari è perciò illimitato.
«Ne deriva come primo effetto naturalissimo che l'uomo che fa degli affari arricchisca infinitamente più di qualunque semplice lavoratore del braccio o del pensiero; il che spesso dà scandalo a chi non sa andare al fondo delle cose. E ne deriva come secondo effetto che l'affare, cioè il comperare e rivendere all'infinito, è l'operazione umana che gode maggior credito: così diciamo, per esempio, che l'America è la più grande tra le nazioni (sebbene abbia penuria di poeti, filosofi e altri uomini d'intelletto) perchè è la nazione che fa più e più grossi affari: e similmente si afferma che Milano è la capitale morale d'Italia, perchè è la città italiana in cui più rapidamente si compera e si rivende.
«E questa è la ragione per cui mi sono dato agli affari. —